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Apre il primo vivaio della biodiversità di Puglia: è festa nel Capo di Leuca

L’inaugurazione del centro di recupero delle agricolture locali è prevista per domani, a Castiglione d’Otranto. Paolo Cacciari tra gli ospiti

Una coltivazione a Catiglione d'Otranto

CASTIGLIONE D’OTRANTO (Andrano) – Rivoluzione al “verde”: apre il primo Vivaio comune della biodiversità della Puglia. E’ festa, nella comunità di Castiglione d’Otranto, nella giornata di domani, per l’inaugurazione del centro in cui sarà studiata, riprodotta e recuperata l’agricoltura naturale del luogo. Alle 19 di sabato, infatti, in zona “Curteddhra”, nella frazione di Andrano, prenderà parte anche Paolo Cacciari, il nome di punta in Italia nella riflessione sui beni comuni. Un evento che coincide anche con la giornata di apertura della rassegna “La terra del ritorno”. Il vivaio, così come hanno fatto sapere gli organizzatori, non è un museo dell’arte contadina, ma un luogo di nuova vita che cresce e si riproduce. Agli inizi di maggio, in soli tre giorni, sono state distribuite 8mila piantine ai contadini che ne hanno fatto richiesta, provenienti non solo dal Salento ma anche dalla Calabria e dal nord della Puglia.

“L’obiettivo – dicono da Casa delle Agriculture – è dare risposta concreta alla necessità di sviluppo sostenibile delle pratiche agricole naturali, organiche e biologiche, strappando i coltivatori al monopolio delle farmacie agricole. Per chi coltiva naturale, infatti, è difficile reperire informazioni, semi, piante, tecniche e strumenti, perché i canali di distribuzione sono quelli convenzionali, che propongono ibridi creati dalle grandi multinazionali, con conseguente necessità di utilizzo di concimi, fitofarmaci e diserbanti. Noi lavoriamo per creare un  modello agricolo completamente differente da quello in atto, che ha portato all'abbandono e all'avvelenamento progressivo delle nostre terre”.

Dallo zafferano locale all’anguria gialla del Salento, dai pomodori Regina di Torre Guaceto a quelli di Leverano, dai Fiaschetto del signor Quintino al pomodoro invernale giallo con il pizzo di Carpignano Salentino, dal peperone ruggianese dolce alla zucchina San Pasquale, dal “meloncello” alla lenticchia di Altamura, alla canapa e molto altro. Poi ci sono i cereali: farro monococco e dicocco, grano Cappelli, grano Gentil Rosso, Miscuglio di Ceccarelli.

Sono decine e decine le antiche varietà orticole, cerealicole e leguminose coltivate all’interno del primo vivaio della biodiversità della Puglia, frutto di un lungo lavoro di ricerca sul campo, di contatti con contadini che di quei semi sono stati custodi nel tempo, di recupero di sementi bio certificate. È una biodiversità cresciuta nei semenzai dell’associazione Casa delle “Agriculture Tullia e Gino” di Castiglione d’Otranto. Il progetto, nato in collaborazione con Salento Km0 e il Parco naturale regionale Otranto-Santa Maria di Leuca-Bosco di Tricase, è la punta di diamante del piano portato avanti dal basso per il recupero delle terre abbandonate del Salento

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