Venerdì, 14 Maggio 2021
Green

Innalzamento esposizione alle radiofrequenze: anche 9 associazioni salentine sottoscrivono appello

Una lettera è stata inviata anche a Mattarella e a Draghi da parte di numerose organizzazioni italiane: “La proposta di governo di innalzamento dei limiti di esposizione alle radiofrequenze grave rischio sanitario”

Foto di repertorio.

LECCE – Ci sono anche nove associazioni salentine tra quelle che, assieme a numerose organizzazioni italiane, hanno firmato una lettera inviata nella giornata di venerdì scorso al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, al presidente della Camera Roberto Fico e al presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi per chiedere mantenere il valore dell’esposizione ai campi elettomagnetici nelle zone residenziali e di non innalzarlo.

Le associazioni del territorio sono Fimp Lecce, Aisas, Codici Puglia, Comitato Lecce Via Cavo, Comitato salute ambiente Lecce e Provincia, Fedimprese, Ebti (Ente bilaterale terziario italiano), No al carbone Brindisi e Isde Lecce. Ritengono che la proposta di governo di innalzamento dei limiti di esposizione alle radiofrequenze possa costituire un grave rischio per la salute dei cittadini. Una proposta che prevede l’adeguamento dei limiti italiani a quelli indicati da Icnirp, l’International Commission on Non-Ionizing radiation protection, organismo non governativo formalmente riconosciuto dall'Organizzazione mondiale della Sanità.

“I limiti Icnirp sono basati sulla teoria, largamente superata, che gli unici effetti delle Radiofrequenze siano legati al riscaldamento dei tessuti (effetti termici). L’opinione di Icnirp non rappresenta quella della maggioranza della comunità scientifica e le valutazioni fornite da Icnirp ai governi sono scorrette e fuorvianti. Si evidenzia che Icnirp non è un ente scientifico bensì una ong, gravata da conflitti di interesse e strettamente legata all’industria militare, elettrica e delle telecomunicazioni”, scrivono nel documento i referenti delle associazioni. Questi ultimi chiedono pertanto che vengano mantenuti invariati nell'immediato i limiti di esposizione alle Rf; la riduzione  nel breve periodo dei livelli di esposizione poiché la popolazione è oggi esposta a valori che determinano effetti biologici non termici e chiedono inoltre di riportare la misurazione su una media di 6 minuti ritenuta “ fondata sul dato biologico del tempo necessario a dissipare l'effetto termico, anziché sulla media del tutto arbitraria effettuata nelle 24 ore”. I portavoce delle organizzazioni che hanno sottoscritto la missiva fanno anche richiesta di sospensione, in base al Principio di precauzione, dell’l'implementazione del 5G o almeno l'impiego della tecnologia denominata beam forming, seguendo l’esempio della Svizzera. Insieme all’Italia, diversi Paesi, tra cui Russia, Belgio, Bulgaria, Croazia, Polonia, Slovenia, Turchia, Austria (regione di Salisburgo) e Svizzera, hanno adottato limiti più restrittivi rispetto a quelli Icnirp.

“In Italia il limite per esposizioni residenziali (più di 4 ore al giorno), è di 6 Volt per metro. Pur essendo più cautelativo rispetto ai valori Icnirp, tutela solo dagli effetti termici, ma non da quelli non termici (che si manifestano cioè senza riscaldamento dei tessuti). Questi ultimi, riportati da centinaia di autorevoli studi scientifici, comprendono rischio di tumori, alterazioni cardiache e del sistema riproduttivo, cambiamenti ormonali, elettrosensibilità, deficit di apprendimento e memoria, disturbi del sonno. Una recente sentenza del tribunale di Aosta, afferma che i livelli di esposizione ai quali si manifestano effetti biologici avversi sono di gran lunga inferiori a quelli indicati da Icnirp. Particolare attenzione va rivolta ai bambini, ai giovani, alle donne incinte e ai soggetti elettrosensibili. Nel 2019, in contrasto con l’opinione di Icnirp, la Iarc (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, afferente all’Oms), ha deciso di rivalutare la cancerogenicità delle radiofrequenze sulla base di recenti dati sperimentali e di studi sui meccanismi d’azione”, hanno scritto le associazioni.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Innalzamento esposizione alle radiofrequenze: anche 9 associazioni salentine sottoscrivono appello

LeccePrima è in caricamento