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Mercoledì, 19 Giugno 2024
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Misteriose polveri nere in zona cementificio: Ministero dell’Ambiente chiede risposte, Arpa “tace” sulle analisi

Dopo la rilevazione di strati polverulenti su giardini e case di Contrada Piani, a Galatina, giungono le prime risposte sollecitate dal Coordinamento civico Ambiente e Salute. La Provincia ha inviato i verbali poco fa: esclusa correlazione con movimenti dal carbonile. Intanto diffida per Arpa, accusata di non aver ancor proceduto con l’analisi di quelle polveri in laboratorio

GALATINA – A distanza di quasi un mese dalla rilevazione di strati di polvere sospetta, su alberi e  superfici di case e giardini a ridosso del cementificio Colacem, qualcosa sembra muoversi. Tra le novità, anche l’intervento del Ministero per l’ambiente e per la sicurezza energetica: interpellato nei giorni scorsi dai legali del Coordinamento civico Ambiente e Salute di Lecce, ha infatti sollecitato la Provincia di Lecce e l’Arpa Puglia a fornire risposte che plachino le preoccupazioni per eventuali danni ambientali. 

Una missiva era stata indirizzata ai Comuni del circondario galatinese, Procura della Repubblica di Lecce, Agenzia regionale per la protezione ambientale e persino all’Istituto superiore della sanità, per chiedere un monitoraggio urgente di quelle sostanze. La risposta da Palazzo dei Celestini al Ministero è giunta da alcuni minuti, proprio mentre procediamo con la pubblicazione di questo articolo. Non risultano, fa sapere l’ente provinciale, spostamenti di materiale dal carbonile dell’impianto Colacem: dopo quelli del mese di maggio, gli altri risalirebbero ai primi giorni di settembre.Pertanto, il verbale delle operazioni non evidenzia alcuna correlazione tra gli spostamenti di carbone dell’impianto e quei fenomeni polverulenti su agrumeti e giardini di Contrada Piani registrat, invece,  alla vigilia di Ferragosto.

Resta tuttavia in piedi un consistente nodo che i componenti del comitato - tramite i propri legali - intendono sciogliere: perché Arpa Puglia (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) non ha inteso procedere con le analisi di laboratorio di quelle polveri nere? E ancora, perché ha fornito soltanto rassicurazioni e dati sulle emissioni del cementificio (parametri risultati in regola, ndr), senza approfondire quella inquietante presenza di polveri in un piccolo centro abitato? Il personale dell’agenzia regionale non avrebbe dunque provveduto alle valutazioni relative alla composizione chimica di quelle polveri, per chiarirne la provenienza. I legali del comitato, nel frattempo, hanno rinviato una diffida ad Arpa, facendo pressing sula richiesta di monitoraggi urgenti. In caso contrario, fanno sapere, si profilerebbe il reato di omissione di atti d’ufficio.

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