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Bici parcheggiate nei pressi di Palazzo Carafa.

Bici parcheggiate nei pressi di Palazzo Carafa.

Bike sharing senza stazioni: il nuovo servizio attivo da fine giugno

Si gestisce tramite un'applicazione, le biciclette sono geolocalizzate e non ci sono stazioni obbligate per il deposito del mezzo a fine utilizzo

LECCE – A fine giugno è previsto l’avvio del programma di bike sharing free floating che, una volta a regime, dovrebbe arrivare a contare fino a mille e 500 biciclette.

Il servizio è stato affidato, a costo zero per l’amministrazione comunale, ad una società specializzata già attiva in altre città come Rimini, Torino, Roma, al tempo stesso destinazioni turistiche e sedi universitarie.

A differenza del bike sharing, introdotto a Lecce nel 2009 e rivelatosi fallimentare nonostante annunci e tentativi di rilancio, questa nuova modalità a flusso libero non vincola il fruitore a lasciare il mezzo in una “stazione” prestabilita, condizione che è ritenuta, almeno in parte, un disincentivo.

Come funziona?

Il servizio funziona attraverso un’applicazione. Dopo il deposito di una piccola somma a titolo di cauzione (che sarà comunque rimborsata), si effettua una ricarica  con carta di credito o Paypal. Il costo minimo è di 50 centesimi per mezz’ora, salvo promozioni locali o comunque legate al corretto uso.

L’applicazione consente di prenotare la disponibilità di una bicicletta: l’utente riceverà sul proprio display un qr code con cui farà la scansione puntando sul lucchetto integrato e sul manubrio. A quel punto la bici, che è sempre geolocalizzata, verrà sbloccata e sarà pronta all’uso.

La resa del mezzo avviene in maniera simmetrica: si attiva il bluetooth del proprio smartphone, si chiude manualmente il lucchetto e poi si attende conferma del deposito sul proprio dispositivo. La bici potrà essere lasciata in qualsiasi punto della città, anche se sono previsti incentivi per coloro che utilizzeranno le zone di raccolta  che saranno comunque indicate. Allo stesso modo ci saranno penalità per chi fruirà del servizio in maniera scorretta, per esempio lasciando la bici in un punto dove costituisce un intralcio alla circolazione.

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