Ambiente e mobilità, Lecce sale verso metà classifica: è al 57esimo posto

Rispetto all'anno scorso il capoluogo ha recuperato nove posizioni. Il sindaco Salvemini: "Testa bassa e pedalare, siamo già al lavoro per fare meglio già a partire dal prossimo anno"

Foto di repertorio

LECCE –  Lecce appare, quest'anno, un poco più ecologica: ha scalato la classifica di Legambiente, collocandosi al 57esimo posto tra i capoluoghi d'Italia e guadagnando 9 posizioni rispetto alla graduatoria del 2019. In questo modo la città ha dimostrato di aver migliorato le proprie politiche ambientali in tema di aria, acqua, rifiuti e mobilità.

È questo il risultato del 27esimo rapporto Ecosistema urbano di Legambiente e Ambiente Italia, realizzato su dati riferiti 2019 e diffuso oggi da il Sole24ore. Ad ogni capoluogo è stato un punteggio fino a 100 e Lecce ha ottenuto un punteggio di 53,796.

“Lecce è sopra la media nazionale, migliora di nove posizione il ranking dello scorso anno, ha il miglior punteggio tra i capoluoghi pugliesi – ha dichiarato il sindaco, Carlo Salvemini –. i dettagli dei vari indicatori ci dicono dove siamo migliorati e dove c'è da lavorare. Testa bassa e pedalare, siamo già al lavoro per fare meglio già a partire dal prossimo anno”.

Guardando alla classifica, per quanto riguarda la macroarea ambiente il capoluogo salentino è posizionato al 33esimo posto per quanto riguarda le isole pedonali (0,397 metri quadrati/abitante); al 16esimo posto per quanto riguarda il numero di alberi (30, 385/100 abitanti); al 93esimo posto per il verde urbano (9,441 metri quadri/abitante); al 103esimo posto per quanto riguarda l'impiego del fotovoltaico e del solare pubblico; al 44esimo posto per l'uso efficiente del suolo.

Passando alla macroarea aria, Lecce è al 45esimo posto per quanto riguarda la concentrazione media di biossido di azoto (25,000 No2 Ug/mc 45); al 37esimo posto per la concentrazione media di Pm10 e per quanto attiene al parametro dell'ozono, non si conta alcun giorno di superamento della media mobile sulle 8 ore di 120 ug/mc.

La terza marcroarea presa in esame è quella dell'acqua: la città si colloca al 60esimo posto per i consumi idrici domestici (149,716 litri per abitante/giorno); al 25esimo posto per quanto riguarda la dispersione della rete idrica (rapporto erogata/immessa a 24,96) e al 75esimo posto per la capacità di erogazione (87,549 per cento).

Per quanto riguarda la macroarea mobilità” Lecce è all'87esimo posto per il numero di passeggeri che usano i mezzi di trasporto pubblico (14,339 passeggeri/abitanti); al 76esimo posto per l'offerta di trasporto pubblico  (16,111 chilometri percorsi annualmente dal complesso delle vetture divisi per abitanti); all'84esimo posto per quanto riguarda il tasso di motorizzazione (69,450 auto/100 abitanti); all'80esimo posto per incidenti stradali con morti e feriti/1000 abitanti, con un rapporto di 6,516; al 22esimo posto per le piste ciclabili (15,498 mq/100 abitanti). L'ultima categoria presa in considerazione è quella dei “rifiuti”: Lecce si colloca al 46esimo posto per la produzione di rifiuti urbani pro capite (497,208 kg/abitante) e al 54esimo posto per la raccolta differenziata (62,412 per cento).

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