"No all'impianto per l'amianto. L'aria è già irrespirabile": quattro Comuni sulle barricate

Lizzanello, San Donato, San Cesario di Lecce e Lequile puntano il dito contro Cavallino e chiedono l'intervento di prefetto e Regione: "Alto impatto sociale e ambientale"

Foto di repertorio

CAVALLINO - Quattro Comuni, compatti, dicono no all'impianto di trasformazione di amianto che interesserà l'area commerciale di Cavallino.

I sindaci di Lizzanello, San Donato, San Cesario di Lecce e Lequile si dicono preoccupati “per il gravissimo impatto sociale che l'impianto avrà sulle popolazioni già vessate dall’accumulo di impianti di stoccaggio e trasformazione di rifiuti solidi urbani e di rifiuti speciali”.

E puntano il dito contro i vicini di casa, ovvero il Comune di Cavallino, che a loro dire avrebbe gestito la vicenda con “superficialità”.

“Da vent'anni i nostri territori sono vessati da realizzazioni industriali gravemente invasive, sia per impatto l’ambientale e sia per i potenziali rischi per la salute pubblica”, scrivono i primi cittadini.

Sul banco degli imputati sono saliti anche il governo di via Capruzzi e il commissario straordinario per la gestione dei rifiuti, Gianfranco Grandaliano:  “Ora basta: La corda della pazienza e della tolleranza si è spezzata.  La nostra  gente merita dignità e rispetto, oltre a tutte le misure di controllo e prevenzione  sempre maggiori a causa del crescente cumulo d’impianti di rifiuti nella medesima area. La nostra aria è irrespirabile ed è la stessa che si respira a Cavallino”.

I sindaci sono saltati sulle barricate e chiedono di ridiscutere il progetto insieme al prefetto Maria Teresa Cucinotta ed al presidente Michele Emiliano:  “Serve una normativa speciale per i nostri territori con cui disporre l’organizzazione di un potere di controllo sulle attività degli impianti, e il riconoscimento annuale di un contributo economico a fondo perduto, affinché le popolazioni colpite possano ridurre del 80 percento il pagamento della tari”.

I sindaci Fulvio Pedone, Alessandro Quarta, Fernando Coppola e Vincenzo Carlà informano che si riuniranno congiuntamente in un consiglio comunale aperto ai cittadini ed alle associazioni locali per deliberare lo stato di agitazione sociale dovuto alla questione ambientale ed alla necessità di porvi rimedio in maniera definitiva ed istituzionale.

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