Covid-19, aumenta traffico dati. Intanto un sindaco vieta installazione del 5G

Il primo cittadino di Aradeo, Luigi Arcuti, ha emesso una ordinanza di divieto di attivazione della nuova tecnologia, per proteggere la cittadinanza, per giunta in un momento delicato

Il cetro di Aradeo.

ARADEO – Mentre nella comunità scientifica si diffonde il timore di nuove antenne, per sopperire a una maggiore richiesta di traffico dati da parte degli utenti costretti in casa dal decreto, qualche amministratore decide di andare controcorrente, scegliendo quanto meno di arrestare l’avanzata delle nuove tecnologie ritenute nocive per la salute umana.  Anche Aradeo, infatti, decide di fermare il 5G. Il sindaco Luigi Arcuti ha emesso un’ordinanza di divieto di installazione e attivazione della nuova tecnologia sull'intero territorio comunale, per proteggere la popolazione e l’ambiente dagli effetti dannosi che la nuova tecnologia potrebbe determinare. Le agenzie internazionali, infatti, ormai da tempo manifestano preoccupazione sul 5G. Una implementazione di questa nuova tecnologia obbligherebbe tutti, inevitabilmente, a un’esposizione continuata, h24.

L’ordinanza di Aradeo è stata emessa sulla scorta del cosiddetto "Principio di precauzione" e in attesa della nuova classificazione sulla cancerogenesi annunciata dalla Iarc (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro), in base a dati scientifici aggiornati e indipendenti sugli effetti delle radiofrequenze. Emerge inoltre dall'ordinanza che “l’accettazione di qualunque procedimento” – riguardante modifiche e/o installazione di nuovi impianti radianti – “deve essere subordinata a una verifica preliminare con il sindaco, autorità politica responsabile della salute dei cittadini”. Inoltre, nell’ordinanza, si fa riferimento alla nota del comune Aradeo dello scorso 2 marzo, diretta al Ministro della salute e per conoscenza a Mise e a Ministro dell’ambiente, in cui si chiede il parere preventivo all’autorizzazione governativa per l’utilizzo del 5G, al fine di scongiurare inconvenienti sanitari all’intera comunità.

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“Sono sempre più numerosi i Comuni italiani che stanno adottando misure di cautela per bloccare l’installazione del 5G, al fine di proteggere i cittadini e l’ambiente, nel rispetto degli imperativi etici e degli accordi internazionali sui diritti umani. Nel recente rapporto Eprs del febbraio 2020, il Parlamento europeo pone l’accento sulle diverse criticità del 5G prendendo in considerazione la pericolosità della continua radiazione wireless, l’uso di frequenze più elevate e di onde millimetriche, l’ingente numero di trasmettitori e di connessioni.  Poiché si tratta di una tecnologia non testata, il rapporto consiglia un approccio di cautela”, scrivono Sergio Mangia e Fabia Del Giudice, medici e rispettivamente presidente e consigliera della sezione provinciale dell’Isde di Lecce, l’Associazione medici per l’ambiente.

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