Sabato, 20 Luglio 2024
Green Galatina

Impianto di recupero rifiuti a Santa Barbara, per Entosal srl da amministratori e ambientalisti “falsità e bugie”

La replica della srl, che riportiamo integralmente nell’articolo, a seguito delle proteste di medici, ambientalisti e amministratori circa le criticità dell’impianto nella frazione di Galatina

SANTA BARBARA (Galatina) – Per la società Entosal smentisce medici, amministratori, ambientalisti e associazioni, dichiarando “false e bugiarde” le istanze portate avanti circa l’impianto di recupero rifiuti. Riportiamo di seguito, integralmente, la nota diramata dagli uffici della srl titolare del sito di Santa Barbara, la frazione di Galatina dove, l’altro giorno, si è svolto un sit-in di protesta.

“Il capannone industriale di via degli Andrian venne acquisito nel 2016 da Entosal srl, da procedura fallimentare contro la società preesistente che operava nello stesso settore del trattamento dei rifiuti dal 2002. Molto probabilmente la popolazione non sa che all’interno del capannone erano state abbandonate dalla precedente società fallita, da almeno 5 anni, tonnellate di rifiuti pericolosi e non pericolosi ancora da lavorare, poi smaltite regolarmente a proprie spese da Entosal srl. La polizia provinciale di Lecce, Arpa e l’amministrazione comunale di Galatina erano state tutte informate fin dal 2017 dell’operazione di sgombero. Oltre ad accogliere molto favorevolmente l’iniziava di sgombero dei rifiuti presenti nel capannone, nulla si eccepiva su una futura attività di trattamento rifiuti, visto che prima si faceva nel sito proprio la stessa attività. La società Entosal srl, quindi, oltre a farsi carico della rimozione e smaltimento dei rifiuti di non sua proprietà, vuole e sta operando nel rispetto della sicurezza, della salute e dell’ambiente rispettando tutte le normative per realizzare una realtà imprenditoriale importante che recupera rifiuti di plastica e metallo (pericolosi e non pericolosi) di privati e attività lavorative locali per trasformarli in materia prima seconda (plastica e metallo), esattamente come l’attività che c’era prima, ma con ogni accorgimento a norma di legge e in linea con le più rigorose e moderne tecniche capaci di evitare la benché minima emissione di qualsiasi natura. Nulla è stato lasciato al caso, ogni processo è studiato e garantito in ogni fase della lavorazione, ribadiamo garantendo il rispetto della salute, dell’ambiente e della sicurezza e mettendole al primo posto, esattamente come fanno altri impianti già autorizzati nel nord Italia. Dispiace leggere e sentire falsità, informazioni tecniche non vere e addirittura vere e proprie diffamazioni, che la società deciderà di perseguire nelle sedi opportune. Da più persone, attivisti, tecnici, ecc., viene distorta la realtà dei fatti e i contenuti del procedimento autorizzativo regolarmente presentato. I fini di queste persone non sono certamente la tutela dell’ambiente e della cittadinanza, in quanto è la legge (uguale per tutti) deputata a tutelarci, non gli interessi personali di qualcuno volti il più delle volte ad ottenere solo visibilità. Abbiamo sentito parole e terminologie molto gravi, davvero diffamanti: anche qui la legge verrà applicata a nostra tutela. A titolo di esempio elenchiamo alcune notizie false che sono state più volte diffuse, anche da personalità importanti che evidentemente non hanno letto o voluto leggere con l’attenzione la documentazione tecnica presentata da Entosal srl:

1) Quantità di trattamento annuo richiesta 24000 tonnellate, non 90000 tonnellate;

2) Nell’impianto si effettueranno solamente a3vità di recupero rifiuti, non di smaltimento;

3) Numero di rifiuti ricevibili 34 di cui solamente 8 pericolosi di tipologia plastica e metallo di natura solida (contenitori vuoti), non centinaia di rifiuti quali amianto, fanghi, liquidi, petrolchimici;

4) I rifiuti conferibili sono provenienti dai cittadini e dalle attività lavorative del territorio che attualmente già vengono raccolti e inviati da impianti del Salento ai diversi impianti autorizzati del nord Italia per essere trasformati in materie prime seconde, non è quindi assolutamente vero che i rifiuti del nord Italia sarebbero porta nel nostro territorio;

5) Tutte le operazioni di recupero si svolgono all’interno del capannone, distante 170 metri dalla prima abitazione e 140 metri dal portone di ingresso posto sulla strada (in regola con la normativa vigente), non 42 metri come erroneamente ribadito più volte. Tutte queste informazioni sono scritte nero su bianco sulle centinaia di documenti tecnici e relazioni depositate e liberamente consultabili da chiunque. Non vogliamo che la nostra attvità e la nostra professionalità venga strumentalizzata politicamente o da altre persone in cerca di visibilità o tornaconto. Il nostro è un lavoro serio in piena linea con i principi della Transizione Ecologica in atto ed è rivolto al recupero di risorse dai rifiuti”.

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