Lunedì, 15 Luglio 2024
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Quando i rumori della movida sono molesti e come intervenire

Le indicazioni dell'Associazione diritti utenti e consumatori in vista della stagione estiva, che sta per giungere alla fase clou

LECCE - Con l’arrivo dell’estate capita più spesso che le finestre ed i balconi delle case vengano lasciati aperti e che le attività commerciali abbiano tavolini all’esterno. Queste situazioni spesso rappresentano due interessi contrapposti. Il riposo, alle volte anche la quiete pubblica, da una parte e il diritto di poter svolgere la propria attività commerciale. Sulla questione si è soffermata l'Aduc, Associazione diritti utenti e consumatori, che con un articolo a firma di Sara Astorino ha fornito alcune importanti indicazioni. Un tema che rigurda da vicino la città di Lecce e tutti i centri turistici più importanti del Salento.

Come intervenire

"Ha ragione chi rispetta le regole" fa sapere l'Aduc. L’art. 844 del codice civile chiarisce che le immissioni, anche quelle sonore, devono rispettare la normale tollerabilità. Se questa viene rispettata, il locale potrà continuare a svolgere il proprio lavoro, ma se la tollerabilità sarà superata, anche di poco, il Comune potrà emettere un’ordinanza di sospensione dell’attività.

Per accertare se la normale tollerabilità è stata rispettata o meno, il primo passo è presentare un esposto al sindaco e contemporaneamente all’Asl. I vigili sanitari o i carabinieri effettueranno i rilievi fonometrici trasmettendo il risultato al primo cittadino, che  è obbligato a prendere provvedimenti, che potranno andare da una semplice contravvenzione sino alla chiusura dell’esercizio commerciale. La prova della violazione del livello di tollerabilità, inoltre, può essere fornita anche tramite testimoni. Qualora il sindaco non intervenga, i residenti possono rivolgersi al difensore civico. 

I rumori vietati

Non tutti i rumori sono vietati ma solo quelli che possono oggettivamente disturbare le persone che vivono in zona. Nel caso il disturbo sia intollerabile solo per un nucleo familiare, la vicenda rimarrà prettamente civile mentre se, ad essere disturbati saranno più nuclei familiari, la vicenda potrà assumere anche profili penalistici in quanto si potrebbe configurare il reato di disturbo della quiete pubblica.

Secondo la giurisprudenza, la normale tollerabilità viene superata quando ha un’intensità tale da oltrepassare la sopportabilità media delle persone che vivono nei luoghi circostanti.

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