Venerdì, 30 Luglio 2021
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"La guerra di Charlie Wilson". Fra satira e storia vera

Il film narra la vera storia del deputato americano Charlie Wilson (Tom Hanks) che negli anni '80 incrementò gli stanziamenti per l'invio di armi agli afgani che lottavano contro l' invasione russa

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"La guerra di Charlie Wilson"
Regia di Mike Nichols. Con Tom Hanks, Philip Seymour Hoffman, Julia Roberts, Amy Adams, Ned Betty.
Genere: drammatico
Durata: 97'
Produzione: USA

"La guerra di Charlie Wilson" di Mike Nichols (Il laureato, Una donna in carriera, A proposito di Henry, Closer), tratto dall' omonimo libro di George Crile, narra la vera storia del deputato americano Charlie Wilson (Tom Hanks) che negli anni '80 incrementò gli stanziamenti per l'invio di armi agli afgani che lottavano contro l' invasione russa, permettendo loro la vittoria. Wilson è un donnaiolo avvezzo alla cocaina a cui non mancano, però, gli ideali patriottici. La storia racconta il backstage di una missione segreta; tra farsa e dramma, il film ci mostra come a volte le guerre si combattano in nome di un bel corpo di donna. La plurimiliardaria maccartista Julia Roberts, infatti, perfetta nel ruolo, convincerà Charlie (utilizzando tutti i mezzi di persuasione) a sposare la causa degli afgani contro i russi.

Servendosi di una quasi storica alleanza tra Egitto, Pakistan e Mossad e con l'aiuto di un agente segreto americano di origini greche (lo strepitoso premio Oscar Philip Seymour Hofman), Wilson riuscirà a fornire tutti gli armamenti necessari agli afgani per liberarsi dall'oppressione russa. In questa stagione, il cinema americano ha variamente riflettuto sul tema della guerra e del patriottismo, "Nella Valle di Elah" e "Leoni per Agnelli" ne sono un esempio. Nichols, con la sua pellicola, ci racconta quello che può essere considerato il prologo dell'11 settembre: la resistenza afgana viene, infatti, armata e addestrata militarmente dagli americani che, con l'ossessione del pericolo sovietico, in quel momento storico mai avrebbero immaginato le conseguenze drammatiche del loro "intervento per ripristinare la democrazia". Il film ci pone davanti a un'immagine inedita e dissacrante della politica estera statunitense, in cui le decisioni importanti, invece che al Congresso, vengono prese in camera da letto.

La satira di Nichols è estremamente raffinata, il regista riesce ad alternare i momenti di umorismo alle sequenze più drammatiche, come quelle dei feriti nel campo profughi in Pakistan, creando una perfetta sintesi tra intrattenimento e informazione. Ottimi anche i dialoghi tra i protagonisti, merito della bellissima sceneggiatura di Aaron Sorkin. Il senso di questa storia si può riassumere tutto nella prima immagine del film, dove si vede, in controluce, un mujahidin che, finito di pregare davanti alla luna, imbraccia un bazooka e spara dritto contro lo spettatore. L' intervento degli Stati Uniti in Afghanistan, infatti, sarà fatale agli americani che, se per anni hanno avuto buona sorte nell'utilizzare la loro personale forma di democrazia per spegnere i fuochi di guerra qua e là per il mondo, senza che questa gli si ritorcesse contro, stavolta, invece, pagheranno a caro prezzo l'attivismo del deputato Charlie Wilson.

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