"A che punto sono le indagini?": da No Tap e sindaco Potì appello alle istituzioni

Gli attivisti negli anni hanno presentato oltre 10 esposti. Regione Puglia sollecitata ad accelerare sul Sic di San Foca

In foto: l'ingegnere Manuelli

LECCE – Interferenze del gasdotto con aree meritevoli di protezione (in particolare i coralli) e persino presunti problemi di stabilità della struttura "che poggia su sabbia e acqua a 30 metri di profondità", a detta dell'ingegnere Alessandro Manuelli.

C'è questo e altro negli esposti, oltre 10, presentati dal comitato No Tap e dal suo leader, Gianluca Maggiore che afferma di aver segnalato tutte le criticità anche al Noe e oggi chiede chiarezza. “A che punto siamo con gli esposti? Abbiamo consegnato a chi di dovere tutto il materiale, comprensivo di documentazione fotografica, raccolto da decine di attivisti che monitorano costantemente il cantiere di San Basilio. Che risposta vogliamo ai cittadini?”.

Questi gli interrogativi sollevati dall'aula consiliare del Municipio di Melendugno nel corso di una conferenza stampa che è servita a ricostruire le presunte criticità del gasdotto, da sempre oggetto di pesanti contestazioni. Il materiale è stato raccolto dalla commissione comunale incaricata di studiare il progetto, di cui fa parte l'ingegnere Manuelli che ha spiegato ciò che lo preoccuperebbe dal punto di vista tecnico.

La prima matassa da sbrogliare rimane quella della comunicazione ufficiale di conclusione delle operazioni di perforazione del microtunneling pervenuta al Comune di Melendugno: “Tap ha fatto questa comunicazione al Comune il 7 maggio ma gli attivisti, con foto georeferenziate, hanno appurato che il 29, il 30 maggio e anche dopo i lavori continuavano con il calo dei conci e con l'estrazione di sabbia dal microtunnel. Il gasdotto un'opera ingegneristica di altissimo livello, in cui è calcolato con precisione lo stato di avanzamento e il numero di conci. Noi abbiamo trovato nel deposito a Surbo, dove si trova il materiale di Tap, circa un sessantina di conci e questa ci è apparsa una grossa disfunzione: questa circostanza ci ha fatto credere che il microtunnel si fosse fermato circa 100 o 200 metri prima del punto di arrivo”, spiega Maggiore.

Il secondo nodo da sciogliere è quello dei carotaggi: “Per realizzare il progetto esecutivo di tutto il gasdotto, Tap doveva ottemperare ad una serie di prescrizioni effettuando carotaggi idrogeologici, geologici e via dicendo – prosegue Maggiore-. Già nel 2017 denunciammo che questi carotaggi non corrispondevano a ciò che c'era scritto. Durante un piccolo incidente avvenuto quando era in corso la potatura degli ulivi, è venuto fuori uno dei funghi utilizzati e sotto vi era un tubo di circa 70 centimetri. Anche questa incongruenza è stata oggetto di denunce che non hanno ancora ottenuto riscontro”.

L'altro fronte aperto è quello delle presunte interferenze con la barriera coralligena, come spiega il sindaco di Melendugno, Marco Potì: “Il 22 maggio, anche dietro le nostre insistenze sulla presenza di habitat marini, in particolare le preziose barriere coralligene, il ministero ha autorizzato una nuova procedura di verifica di esclusione a Via del progetto del gasdotto. Nella prima Via, quella del 2014, Tap aveva la prescrizione di dover passare a 50 metri dall'ultimo coralligeno. Anche grazie alle nostre insistenze la procedura è stata riaperta: ora ci sono 45 giorni di tempo per raccogliere e presentare le osservazioni dei cittadini e degli enti. La Regione Puglia deve quindi approfittare di questo lasso di tempo per chiudere la procedura per il riconoscimento del Sic (sito di interesse comunitario) di San Foca, tramite apposita delibera di giunta, per far sì che nella procedura si debba tener conto delle norme di salvaguardia di quel Sic. Il nostro appello alla Regione Puglia è quello di far presto anche per tutelare questo sito di interesse, che non è di serie b rispetto agli altri, ed il suo habitat marino”.

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L'appello del primo cittadino, da sempre sulle barricate contro Tap, è però doppio: “Siamo sconcertati ed increduli e come sindaco torno a fare un appello alle istituzioni dello Stato italiano affinché prenda in considerazione le tante denunce. Le indagini della Procura vadano avanti, i carabinieri del Noe approfondiscano, siamo cittadini italiani, vogliamo la verità”.

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