Domenica, 13 Giugno 2021
Politica

Abaterusso esulta contro gli "pseudo dirigenti". Fitto: " Primarie subito"

I commenti del day after vedono protagoniste le varie anime che hanno dato vita al fronte del "no". Nel Pd si va verso un duro scontro

Ernesto Abaterusso.

LECCE – La vittoria del “no” al referendum sulla legge di revisione costituzionale voluta dal governo e approvata dal Parlamento porta la firma anche di quel fronte interno al Pd che si è opposto ai propositi del premier, oggi dimissionario, Matteo Renzi.

Tra i “dissidenti” del Pd un ruolo di primo piano è stato quello di Ernesto Abaterusso, consigliere regionale, già deputato, molto vicino a Massimo D’Alema. In questa campagna è stato anche il coordinatore regionale del comitato “Scelgo no”.

“Sono felice e al contempo orgoglioso del successo ottenuto stanotte, sia a livello nazionale che a livello locale, perché frutto del lavoro di tanti e soprattutto di una parte del centrosinistra che si è battuta fino all’ultimo per difendere la Carta Costituzionale.Se c’è un merito che questa campagna referendaria ha avuto è stato sicuramente quello di aver fatto riscoprire ai cittadini italiani la Costituzione e di aver risvegliato in tutti noi una certa coscienza civile. Non solo. Questo referendum ha dimostrato, inoltre, che il Pd ed il centrosinistra non sono fatti solo di pseudo dirigenti autoreferenziali e di rappresentanti nelle istituzioni che a malapena rappresentano sé stessi, ma vi è un patrimonio di persone, giovani e meno giovani, che hanno dimostrato capacità, competenza e passione. E che hanno dimostrato che si può fare politica con dignità, schiena dritta e senza pensare al proprio tornaconto. Molti di noi dovrebbero prendere esempio da loro. Sono loro il Pd del futuro”.

Per Roberta Forte, segretaria provinciale di Rifondazione Comunista, "è’ stata la vittoria del popolo contro i grossi poteri politico-finanziari, che dopo aver progressivamente negli anni scippato poco per volta sempre maggiori spazi alla democrazia, si sono ritrovati contro un muro di no, che ha fermato il loro ultimo ed inaccettabile tentativo di assalto formale al sistema democratico. L’unico merito di questo referendum è stato quello di risvegliare la coscienza civica delle Italiane e degli Italiani, che in ogni parte del nostro paese hanno costituito Comitati e hanno ricominciato a parlare di politica, quella vera, quella appassionata ed appassionante, fatta di principi, ideali, valori e diritti".

Sullo stesso fronte, quello dei vincitori, da una prospettiva politica diversa si colloca il commento di Raffaele Fitto, eurodeputato e leader dei Conservatori e Riformisti”. “Esprimo enorme ammirazione per la saggezza degli italiani, che hanno resistito a tre mesi di propaganda a senso unico. Renzi ha fatto perdere tre anni all'Italia inchiodando la discussione su Senato e Italicum, anzichè occuparsi delle questioni vere: tasse, spesa, debito, banche. Adesso, politicamente, servono subito primarie per il centrodestra: altrimenti saremo solo spettatori della lotta tra il M5S e ciò che resta del Pd”.

Per Paolo Pagliaro, fondatore del Movimento Regione Salento e membro dell’ufficio di presidenza di Forza Italia “le comunità vogliono contare nelle scelte che le riguardano. È un dato inconfutabile che riabilita il regionalismo dopo una propaganda renziana e governativa che ha cercato, fallendo, di ridimensionarle in favore di una centralizzazione del potere di vecchio stampo che non appassiona più”.

Sempre da destra, Pierpaolo Signore, di Fratelli d’Italia - Alleanza Nazionale, commenta: “Che il referendum fosse una porcheria impastata da organi sovrannazionali a tutela di lobby e potentati mondiali è ormai abbondantemente assodato, ma adesso si esca allo scoperto e si abbia il coraggio di dichiarare quali siano gli obiettivi per tornare a governare nell’interesse della nostra Italia. Invito le forze della destra e del centrodestra a non cadere più nella tentazione di voler occupare poltrone a tutti i costi ma tornare ad essere partito di popolo, mettendo al centro i problemi reali della gente che soffre e non ha più voglia ne possibilità di concedere deleghe in bianco”.

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