Abbandono di rifiuti, guerra infinita: in un anno oltre 500 sanzioni con le fototrappole

Illustrato il bilancio del 2019 sul territorio di Lecce. Intanto acquistati altri tre dispositivi. Le bonifiche delle discariche abusive spesso vanificate nel giro di poche settimane da nuovi episodi

Un fotogramma estratto da una fototrappola.

LECCE - Sono state 514 le infrazioni rilevate nel corso del 2019 per abbandono dei rifiuti nel territorio comunale di Lecce, per un totale di quasi 179mila euro di sanzioni. Gli importi maggiori si riferiscono ai mesi di aprile (42mila) e luglio (50mila). I dati sono stati riferiti dal direttore di esecuzione del contratto, Renato Brunetti, nel corso della commissione consiliare Ambiente.

Da quando l'amministrazione si è dotata di foto trappole i risultati, sul versante repressivo, sono tangibili. Il bilancio illustrato oggi si riferisce al "raccolto" di cinque dispositivi. Per l'anno in corso sono già disponibili altre tre foto trappole, con visore per 'identificazione delle targhe anche di notte, ed è stato acquistato anche un drone, per il cui utilizzo occorre però prima istruire e completare un percorso di formazione.

Litorale e campagne sempre nel mirino

Come già noto, i siti più vessati dagli abbandoni sono le campagne attorno al nucleo urbano e il litorale. Questo non vuol dire che manchino episodi riferibili a zone più centrali della città, ma gli accertamenti hanno messo in risalto il fatto che una parte non trascurabile gli abbandoni sono riconducibili a cittadini di comuni limitrofi che hanno facilità di incursione sulla costa leccese e nelle campagne. La strada provinciale 45, che collega il capoluogo a Surbo, è una delle mete privilegiate dai "trasfertisti" e non si fa in tempo a bonificare un sito che, nel giro di poche settimane, nasce una discarica abusiva poco distante. Del resto, le telecamere, una volta che si è proceduto alle prime sanzioni, vengono spostate per non essere individuate: non mancano casi in cui sono state rubate o danneggiate.

Un altro esempio lo ha suggerito l'intervento del consigliere del M5S, Arturo Baglivo, che ha segnalato la necessità di intervenire lungo una strada sterrata nei pressi di Casalabate, in una zona a cavallo dei confini tra Lecce e Trepuzzi: nella lettera indirizzata alle due amministrazioni competenti si indica la presenza di rifiuti di origine domestica, di scarti di lavorazioni edili e di materiale proveniente da dismissione di locali commerciali. Brunetti ha raccontato che pochi giorni addietro sono state ritrovate e poi smaltite cinque taniche piene di olio lubrificante esausto lasciate lungo la tangenziale Ovest.

Spese straordinarie e organico insufficiente

Va ricordato che i costi per gli interventi di rimozione dei rifiuti abbandonati vengono sostenuti solo fino un certo limite con i fondi del contratto d'appalto, ma il budget di copertura previsto è irrisorio davanti alle necessità che vengono dunque finanziate con spese straordinarie. Si tratta, insomma, di un'eterna rincorsa per arginare un fenomeno ancora troppo diffuso. Ribadita anche oggi, come avviene da anni a questa parte, di un rinforzo d'organico per l'ufficio Ambiente dove sia gli amministrativi che i cinque agenti di polizia locale distaccati sono chiamati a far fronte a una serie di problemi che vanno oltre ben oltre le mansioni ordinarie.

L'assessora: "Danno ambientale ed economico"

A margine della commissione il commento dell'assessora Angela Valli: “Sono numerose le attività messe in campo dall'Ufficio Ambiente per garantire il decoro urbano e limitare al massimo - fino a reprimerla -  l'azione di chi crede di poter deturpare le nostre strade, le campagne, le nostre marine abbandonando rifiuti. Abbandoni che, mi preme ricordarlo, oltre ad inquinare e danneggiare l'ambiente, comportano la necessaria rimozione e bonifica delle micro discariche che si creano in alcune zone della città, con un evidente costo per l'amministrazione comunale e quindi per i contribuenti".

L'esponente della giunta ha voluto poi ringraziare tutto il personale coinvolto: "I numeri per il 2019 testimoniano l'impegno quotidiano e incessante delle unità del Nucleo Dec e delle unità di Polizia Locale distaccate, che voglio ringraziare per la puntuale dedizione e per gli obiettivi raggiunti. Sappiamo che molto c'è ancora da fare per sradicare un'abitudine consolidata da tempo, ma che siamo certi di poter ribaltare sia con attività ed iniziative che educhino al rispetto dell'ambiente sia attraverso azioni sanzionatorie”.

La minoranza: più informazioni, più efficienza

Gli esponenti della minoranza hanno incalzato l'amministrazione a campagne di sensibilizzazione più frequenti e incisive. Andrea Guido e Adriana Poli Bortone hanno posto il tema dell'importo annuale previsto per attività informative da parte di Monteco: sul punto esiste un contenzioso tra azienda e amministrazione, che riguarda l'interpretazione del capitolato d'appalto. In pratica la somma di 430mila euro che il Comune ritiene di corrispondere per l'intera durata del contratto, nove anni, sarebbe pretesa come importo annuo da Monteco.

Secondo Gianapaolo Scorrano esiste anche un altro problema, quello delle difficoltà quotidiane incontrate dai cittadini nel conferire rifiuti di natura particolare, come gli ingombranti. Prima di intervenire con le sanzioni, ha detto il consigliere, bisognerebbe mettere gli utenti in condizione di smaltire con un servizio adeguato. Si tratterebbe, quindi, di un deficit di efficienza più che di inciviltà o di volontà di evadere la tassa sui rifiuti.  Su quest'ultimo aspetto Gabriele Molendini, di Lecce Città Pubblica, ha però ricordato al collega che la Tari sociale già prevede l'esenzione totale o delle metà del tributo per i cittadini che dimostrano una condizione economica insufficiente a far fronte al tributo.

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