Mercoledì, 22 Settembre 2021
Politica

ACCORDO CON UDC? PER PD SI PUò, LA SINISTRA non ci sta

Aumentano pareri favorevoli dei volti noti del Pd regionale su un possibile accordo con l'Udc ma Manni e Tomeo non ci stanno: "Meglio una coalizione democratica e progressista". Maniglio critica Ria

Provinciali 2009: l'Udc, per il terzo giorno di fila, è ancora una volta il partito protagonista del dibattito politico locale, tra timide aperture e pareri discordi nell'area soprattutto del centro sinistra. Se, infatti, il capogruppo regionale del Pd, Antonio Maniglio, ed il vicepresidente della regione, Sandro Frisullo emerge la necessità di "ripensare il centro sinistra, guardando in tutte le direzioni", c'è chi come Silverio Tomeo e il consigliere regionale, Piero Manni, rappresentanti della sinistra di coalizione, storce un po' il naso dinanzi ad un accordo Pd-Udc sempre meno aleatorio. I due autorevoli esponenti della sinistra spiegano di sentirsi "preoccupati dalla piega che ha preso il dibattito pubblico sulle elezioni amministrative provinciali di primavera". "Preso ormai atto che il Presidente uscente - affermano - non si ricandida (sembra!) si tratta adesso di arrivare a definire i contorni di una coalizione progressista alternativa e in competizione con le destre assieme ai programmi e i contenuti dell'alleanza, quindi un nome per la presidenza. E' necessario e urgente rimettere sui piedi il dibattito per sfuggire da politicismi, scontri di fazioni politiche, giochi al totocandidato".

I due indicano la via delle primarie come possibile soluzione ad ogni controversia purché "siano di coalizione e non interne a un solo partito, oppure una consultazione pubblica e di massa se le primarie fossero troppo macchinose sul territorio vasto della nostra provincia. Quello che è necessario - sottolineano - è che dopo il lungo ciclo di centrosinistra alla Provincia si rilanci la coalizione su significativi programmi sociali, culturali, su proposte di amministrazione trasparente, per metodi partecipativi. Tale percorso - spiegano - rischia di essere vanificato se il Pd continua la rincorsa a destra di formazioni politiche (Udc) ondivaghe che rappresentano interessi antipopolari e progetti conservatori. Le sinistre devono trovare un ruolo in questo dibattito e devono trovarlo le associazioni di promozione sociale e culturale, i sindacati, i sindaci di centrosinistra, le realtà della cittadinanza attiva in città e nel Salento". I due scongiurano in ogni modo qualsiasi "percorso personalistico", "da politici politicanti", "da ceto non responsabile rispetto a un blocco sociale attivo", criticando e lasciando al passato i costumi di "cooptazioni, fidelizzazioni, spartizioni lottizzatrici, consulenze dispendiose, timidezze".

Tomeo e Manni affermano come vada rilanciato "l'aspetto innovativo di una provincia proiettata nel cambiamento delle procedure democratiche, nella scelta chiara dell'agenda, delle cose da fare, nelle corrette relazioni sindacali, nell'attenzione reale all'ambiente, nell'attenzione ai migranti, ai precari, alle associazioni, alla cultura, al turismo sostenibile e di qualità". Un percorso "nuovo", da far partie subito per i rappresentanti della sinistra, con "una coalizione democratica e progressista in grado di competere alle amministrative di primavera". Il centro sinistra, insomma, è oggi combattuto tra due anime: quella che vuole proporre un'alleanza allargata rispetto al passato, con il coinvolgimento dell'Udc, e quella che rivorrebbe proporre la vecchia alleanza uscente, facendo comunque spazio ad un approccio politico nuovo. Chi avrà ragione? Il dibattito sembra ancora in alto mare. Capitolo primarie: Maniglio, come noto, ha sposato in toto la proposta Pellegrino, facendo, dunque, leva sulla necessità di creare o ricompattare una coalizione, prima di affrontare la questione del candidato. Per la serie, prima costruiamo il carro e poi pensiamo ai buoi. Ma non risparmia una critica composta a Lorenzo Ria: "Non comprendo - ammette - e lo dico con amicizia a Lorenzo Ria, l'eccesso di enfasi sulle primarie da fare oggi nel Pd, prescindendo dal quadro delle alleanze e dalle opinioni degli alleati".

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