Lodi per tangenziale, partita chiusa con l'accordo con Leadri: 14,4 milioni dalla Regione

A Palazzo Carafa l’accordo con il quale si chiude il contenzioso. Il Comune risparmia 8 milioni di interessi e il sindaco loda la lealtà istituzionale della Regione Puglia, che ha liberato ed erogato le risorse necessarie, ma non del Pd leccese

Da sinistra Monosi, Coclite, Perrone e Battista.

LECCE – Il Comune di Lecce ha siglato con la ditta Leadri il definitivo accordo che chiude il contenzioso relativo alla realizzazione della tangenziale Est. Con il versamento di 14,4 milioni di euro, deliberato oggi in giunta grazie a risorse regionali, l’azienda rinuncia a qualsiasi altra pretesa determinando così un risparmio per l’amministrazione di circa 8 milioni di euro.

Un esito, quello odierno, condizionato sicuramente dal pronunciamento del Tar che nel maggio scorso aveva interpretato come definitivo l’impegno scritto assunto dalla società di accettare la somma a chiusura e stralcio di ogni pretesa relativa ad uno dei tre lodi arbitrali decisi nel corso degli anni.

In una conferenza stampa che ha preceduto di pochi minuti l’incontro con i responsabili della Leadri, il sindaco Paolo Perrone ha rivendicato i meriti del governo cittadino nella gestione di una lunga querelle che ha avuto conseguenze pesanti sugli equilibri finanziari di Palazzo Carafa a causa dell’iscrizione di oneroso ipoteche sul patrimonio comunale a garanzia del presunto debito. Quasi del tutto immobilizzato nella sua capacità di manovra, il Comune ha reagito dinanzi al giudice vedendosi riconoscere una riduzione.

Il primo cittadino ha quindi ringraziato l’assessore al Contezioso, Luigi Coclite, e lo staff legale interno e i professionisti esterni, Gianluigi Pellegrino e Paolo Fedele, e ha pubblicamente riconosciuto la leale collaborazione della Regione Puglia nelle persone dell’ex governatore Nichi Vendola, che ha concordato con l’allora ministro degli Affari Regionali, Raffaele Fitto la liberazione delle risorse, e dell’attuale presidente Michele Emiliano. Senza l’intervento regionale, è stato ribadito anche oggi, il Comune di Lecce non avrebbe potuto far fronte alla situazione e avrebbe dichiarato il dissesto.

Dalla lista dei ringraziamenti il sindaco ha escluso il Partito democratico cittadino, accusato di aver remato prima contro il soccorso della Regione Puglia e poi di aver in un certo senso assunto la difesa della controparte privata invitando l’amministrazione a cedere alla richieste della Leadri. Non è stato risparmiato nemmeno il consigliere dell’Udc Luigi Melica per aver proposto una transazione come vie d’uscita dallo stallo.

Come effetto immediato dell’accordo con la società di costruzioni, il Comune può procedere al rogito degli immobili già venduti – quello alla catena di supermercati Lidl e quello di via Libertini ad una facoltosa famiglia austriaca, per un totale di circa 4 milioni di euro – e al conferimento nel piano delle alienazioni di altri edifici e lotti prima bloccati dalle ipoteche. 

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Alla conferenza hanno partecipato anche l'assessore al Bilancio, Attilio Monosi, quello all'Annona, Luciano Battista, il segreterio generale Vincenzo Specchia e la responsabile dell'avvocatura comunale, Maria Luisa De Salvo.

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