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Lunedì, 27 Giugno 2022
Politica

L'Autorità di Bacino stoppa il forcing della giunta Perrone sul Pug

Con una lettera del 3 aprile al sindaco si chiarisce che la nota indicata nella delibera di giunta non è un parere. Salvemini insiste: "Ritiro in autotutela"

LECCE – Conto alla rovescia per l’adozione in consiglio comunale del nuovo piano urbanistico. In previsione delle elezioni amministrative dell’11 giungo, l’assise cittadina deve concludere i suoi lavori il 26 di aprile, ma per la giunta di Paolo Perrone la strada sembra mettersi molto in salita.

L’Autorità di Bacino, ente il cui parere favorevole preliminare è obbligatorio per l’adozione del Pug, ha infatti inviato il 3 aprile una mail certificata e indirizzata al sindaco nella quale vengono precisate alcune cose e pretesi dei chiarimenti. In sintesi la missiva dell’autorità conferma le considerazioni che il candidato sindaco Carlo Salvemini aveva espresso in conferenza stampa il 24 marzo e alle quali l’assessore all’Urbanistica, Severo Martini, aveva replicato con un ironico “stia sereno” e assicurando che l’iter si sarebbe concluso in consiglio in maniera del tutto trasparente.

In aule deve essere discussa e poi votata la delibera di giunta del 6 febbraio: in quel documento si dà per acquisito anche il parere dell’Adb. Un falso, secondo Salvemini, e la mail ricevuta da Perrone lascia pochi dubbi al riguardo: “La nota di questa Adb del 14 gennaio, resa in occasione della seconda conferenza di copianificazione del Pug, ha carattere meramente interlocutorio e riassume le attività di analisi e studio, svolte da questa stessa Adb fino a tale data […]”.

L’Autorità scrive poi che le attività di analisi e studio “sono ancora in itinere nell’ambito del tavolo tecnico istituito che […] all’attualità non si è ancora concluso”. Come quindi può essere stato considerato per acquisito il parere (vincolante)? Alla luce di questa domanda Salvemini torna a chiedere il ritiro in autotutela di quelle delibera: “E’ evidente che ogni altro ipotizzato tentativo di voler comunque procedere all’adozione del Pug in consiglio comunale è “politicamente irresponsabile”.

Un ritiro significherebbe la necessità di azzerare l’iter e farlo ripartire dal principio, vanificando anche le sedute di commissione che si sono tenute fino a questo momento, e quindi chiudere la consiliatura senza l’adozione del Pug. Ma c’è dell’altro: l’autorità chiede al sindaco Perrone, oltre al testo della delibera stessa, di chiarire “se gli elaborati tecnici allegati alla suddetta delibera siano conformi con quelli depositati agli atti di questa autorità ai fini dell’acquisizione del parere di compatibilità al Piano di assetto idrogeologico, propedeutico all’adozione definitiva dello strumento di governo del territorio (Pug)”.

Non è ancora finita perché la lettera si conclude con un passaggio delicato: “Si rileva in via preliminare l’assenza di qualsivoglia autenticazione degli stessi (sottoscrizione in calce, etc) da parte dei professionisti incaricati e dei rappresentanti e dirigenti di codesta amministrazione comunale, condizione questa che è di pregiudizio per il prosieguo dell’istruttoria [… ]”. 

Con una nota stampa giunta nel primo pomeriggio si è appreso che tre candidati sindaco hanno scritto al prefetto affinché adotti ogni misura necessaria per impedire l'adozione della delibera sul Pug: si tratta di Alessandro Delli Noci (Un'Altra Lecce), Luca Ruberti (Lecce Bene Comune) e Fabio Valente (M5S) (ne riferiamo a parte).

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