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"Affissioni con gare d'appalto e ritiro deleghe a Ripa"

Sono ritornati all'attacco questa mattina i consiglieri di opposizione a Palazzo Carafa, Pd, Io Sud e Centro moderato sul ruolo ricoperto in questi anni di giunta Perrone dell'assessore alla Mobilità

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LECCE - Sono ritornati all'attacco questa mattina i consiglieri di opposizione a Palazzo Carafa, Pd, Io Sud e Centro moderato sul ruolo ricoperto in questi anni di giunta Perrone dell'assessore alla Mobilità Giuseppe Ripa come titolare, anche, della ditta di affissioni pubblicitarie "Grafiche", per la quale aveva maturato con il Comune di Lecce un debito di 25.853 euro per imposte non versate riferite al periodo compreso tra il 2007 e il 2011. Imposte che poi Ripa ha provveduto a versare dopo il polverone alzato dalle minoranza (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=28416). Ma la questione non si esaurisce qui.

Stamane, dal secondo piano di Palazzo Carafa, Antonio Rotundo, Wojetek Pankiewicz, Francesco Cazzella e Francesca Mariano hanno chiesto al sindaco Perrone due cose. La prima: gara d'appalto sotto la luce del sole per le ditte che dovranno gestire la pubblicità su cartellonistica. In gioco c'è la superficie messa a disposizione del comune, vale a dire 4500 metri quadrati, prevista dal nuovo piano degli impianti e destinata, appunto, ai privati, "in ossequio ai principi della libera concorrenza e del mercato".

"A nostro avviso - scrivono al primo cittadino - non è possibile sostituire la prescritta procedura di gara pubblica attraverso una sorta di negoziato che, configurando di fatto una trattativa tra gli altri con aziende che hanno accumulato pesantissime morosità nei riguardi del Comune, viola chiaramente la normativa in materia esporre l'ente ad un inevitabile contenzioso ad e un possibile rischio di danno erariale".

E poi c'è il caso Ripa. L'opposizione ha chiesto oggi a Perrone il ritiro delle deleghe all'assessore alla Mobilità "sia per le richiamate questioni formali che impediscono ad un assessore di poter gestire servizi comunali, sia, soprattutto, per le evidenti ragioni di opportunità politica". Anche perché le minoranze non hanno perso tempo a riprendere la frase del primo cittadino: "Lei non ha potuto fare a meno di affermare che ha creduto alle parole dell'assessore ma che in caso contrario si aprirebbe un problema etico".

Nel documento fatto protocollare e indirizzato al sindaco di Lecce - firmano i capigruppo del Pd Rotundo, di Io Sud Cazzella e del Centro Moderato Pankiewicz - si parla infatti di "fatti noti", in cui "l'assessore Ripa - si legge - titolare da anni di impianti pubblicitari, è stato, come attestato dagli uffici preposti, debitore dell'imposta dovuta sulle affissioni per il periodo 2007-2001, posizione che ha regolarizzato in parte attraverso il ricorso al condono, e come riscontrato dagli uffici con il rientro dal debito avvenuto il 23 giugno scorso con il pagamento di 3286 euro (anno 2007) e di 5073 euro (2008), e successivamente il 28 giugno con il pagamento dei ruoli per gli anni 2007, 2009 e 2010. L'ufficio comunica che per il 2011 non si riscontra alcun versamento".

I consiglieri, poi, invitano il sindaco a consultare i dati che forniscono: "Lei può verificare che il rientro del debito è avvenuto solo dopo che i gruppi di opposizione hanno sollevato il problema con lettera al segretario comunale del 17 giugno e dopo che lo stesso assessore, con proprio comunicato stampa del 18 giugno aveva addirittura definito prive di fondamento le notizie della Dogre, salvo poi essere costretto ad ammetterlo pagando i debiti sino al giorno prima incautamente negati".

La stilettata finale arriva dal capogruppo di Io Sud Cazzella. Il quale riesuma una richiesta di chiarimento scritta da Emanuele Vilei, del Comitato popolare leccese, che nel 2008 indirizza al sindaco Perrone per chiedere che si faccia luce sul "supposto conflitto di interessi dell'assessore Ripa". E la risposta di Perrone non tardò ad arrivare. Scriveva all'epoca il primo cittadino: "Per l'Avvocatura comunale non si ravvisano situazioni di conflitto di interessi e di incompatibilità tra l'assessore al Traffico Ripa e la carica dallo stesso ricoperta. Infatti - si legge sempre nella risposta di Perrone a Vilei - la legislazione in materia individua nello specifico le possibili situazioni di conflitto di interesse e le relative incompatibilità (Testo unico sull'ordinamento degli enti locali) e nessuna di esse ricorre nel caso de quo":

Norma che ci sembra opportuno riportare di seguito.


Il Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, articolo 63, comma 2, parla chiaro. E a proposito di incompatibilità dice: "Non può ricoprire la carica di sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale o circoscrizionale (tra queste sembrerebbe normale essere contemplata anche quella di assessore, ndr) colui che, come titolare, amministratore, dipendente con poteri di rappresentanza o di coordinamento ha parte, direttamente o indirettamente, in servizi, esazioni di diritti, somministrazioni o appalti, nell'interesse del comune o della provincia, ovvero in società ed imprese volte al profitto di privati, sovvenzionate da detti enti in modo continuativo, quando le sovvenzioni non siano dovute in forza di una legge dello Stato o della Regione".

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