Martedì, 3 Agosto 2021
Politica

Agitazione lavoratori Ato Le 2: Piconese all’attacco del modello consortile

L'ennesimo caos apertosi nel sistema della gestione rifiuti porta il consigliere provinciale del Pd a chiedere che si rimetta in discussione il modello del Consorzio: "I Comuni necessitano di una propria autonomia gestionale"

UGGIANO LA CHIESA – “Dopo questa ennesima agitazione dei lavoratori della raccolta dei rifiuti nell’Aro 6, la classe politica locale e regionale dovrebbe aprire una seria riflessione sull’efficienza del ‘modello’ consortile avviato negli ultimi anni, a partire proprio dall’esperienza dell’Ato Le/2”. È questo il commento di Salvatore Piconese, consigliere provinciale del Pd e sindaco di Uggiano La Chiesa, sulla nuova protesta dei lavoratori dell’Ato Lecce 2.

“E’ ormai sotto gli occhi di tutti, addetti ai lavori e opinione pubblica – precisa -, che le difficoltà, come quelle dei pagamenti degli stipendi agli operatori della nettezza urbana e il successivo sciopero ‘ad oltranza’ da parte degli stessi, siano direttamente connesse all’incapacità amministrativa del Consorzio (in questo caso l’Ato Le/2) di garantire sia la regolarità del versamento delle quote da parte dei comuni, sia il ‘blocco’ dei costi del servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti, i quali sono oramai diventati insostenibili”.

“Pertanto – spiega Piconese - , è necessario aprire una discussione, visto l’iter legislativo in corso, e valutare obiettivamente l’opportunità di superare il ‘modello’ consortile vigente, dando ai comuni una propria autonomia gestionale e organizzativa nell’intero processo di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Il mio Comune con fatica riesce a essere annoverato tra i comuni ‘virtuosi’, grazie anche allo sforzo dei miei concittadini, ma l’attuale stato di agitazione colpisce duramente anche la mia comunità, la quale subisce un disservizio (come tanti altri) che ha origini nella struttura e nella gestione del Consorzio”.

“Per questo – conclude - è fondamentale aprire una nuova fase, riconsegnando ai comuni il proprio potere decisionale e organizzativo, capace di ridare efficienza e soluzioni adeguate al complesso processo di raccolta e smaltimento dei rifiuti”.

 

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