Politica

Al limite del "sopportamento". Show di Renzi al Carlo V

Il primo cittadino di Firenze ha presentato il suo volume "Fuori!". Circa 500 i presenti che hanno assistito all'excursus politico del sindaco toscano, in un divertente slalom verbale lungo un'ora

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LECCE - Un amarcord, quello con la "a" aspirata in perfetto stile toscano , circondato da mura e bastioni. Quelle del Castello Carlo V dove il sindaco di Firenze, quella vera, Matteo Renzi ha allietato la sala gremita della Firenze del Sud, presentando la sua creatura editoriale, Fuori!, edita da Rizzoli nel mese di febbraio. Quattrocento gli spettatori, è la cifra di cui si è subito vociferato nell'arco dello show. Poiché di uno spettacolo si è trattato.

Guizzi, folgorazioni letterarie nello spazio di circa un'ora (con la sola scenografia di una panchina, "simbolo della generazione che nutre speranza e attende") alla presenza dell'altro primo cittadino, quello leccese, Paolo Perrone, che si è compiaciuto della sala Maria d'Enghien allestita ad hoc per l'arrivo del democratico Renzi e concessa a titolo completamente gratuito, ma, ha aggiunto, "viene da chiedersi se per un esponente del Pdl non ci sarebbero state invece polemiche".

"Chissà se tutti i fruitori del libro saranno sottoposti al test antidoping?", è stato invece il dubbio del giovane Renzi, suscitando un primo lampo di ilarità generale, il primo dei tanti nel corso della presentazione del volume. Poi, il fattore "R"- Renzi, rottamatore, rivoluzionario- ha intrapreso come si trovasse nell'opera del suo concittadino Dante, un cammino tortuoso, zigzagando tra i capitoli del suo libro. Che hanno preceduto una provocatoria carrellata di spezzoni televisivi di politici e personaggi non proprio in forma smagliante: un Sallusti contro D'Alema, Vendola versus Gasparri e così via, fino alle ultime note dello sfondo sonoro di "Nun te reggae più".

Finalmente arriva il punto omega della "rottamazione". Conclusivo, come nel suo libro. "Nulla di anagrafico- chiarisce il sindaco della città del giglio-, non un inno al giovanilismo senza cervello, ma la fisiologica esigenza di ricambio in Parlamento". Con il suo parricidio all'interno del Partito democratico, Renzi ha fatto scuola, ma tiene a precisare che "rimuovere quel gruppo dirigente che ha già fatto il proprio tempo, non significa abbandonare la nave, ma rompere un anello, la maledizione immobilista". Intanto un secondo video è già partito, con le rotazioni politiche dei Paesi europei negli ultimi venti anni, e con un'Italia di Berlusconi rappresentata, invece, come monotona, monocromatica e monocratica.


Riconoscendo che debito pubblico, classe dirigente e costi della politica sono il vero stato di emergenza, il sindaco "rottamatore" guarda avanti. "In un futuro ottimista nel quale le sovrastrutture saranno abbattute". Prendendo spunto ora da Tony Blair (che in barba alle teorie decoubertiniane, "non solo ha fatto partecipare la sinistra, ma l'ha fatta anche vincere) , ora dall'altro toscano popolare, Roberto Benigni, strappandogli una citazione da "Berlinguer ti voglio bene": "Sono al limite del sopportamento". E invitando tutti quanti a rottamare senza ritegno. Ma non pretende il copyright, assicura.

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