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Foto di repertorio.

Foto di repertorio.

Alba Service, operaio denuncia una consegna "privata" di legna

Un considerevole quantitativo sarebbe stato portato a casa di un consigliere provinciale. Il diretto interessato smentisce categoricamente

LECCE - Palla incandescente o palloncino destinato a scoppiare nel nulla? E' presto per dirlo, ma quanto avvenuto oggi a Palazzo dei Celestini rappresenta il culmine di una situazione di esasperazione. 

A scagliare la patata bollente nella metà campo del centrodestra al governo dell'ente e in particolare del consigliere Roberto Martella è stato un lavoratore di Alba Service nel momento in cui, ad alta voce, ha accennato alla volta in cui avrebbe portato 70 quintali di legna a casa dell'esponente politico, che sarebbe stato in compagnia di Damiano D'Autilia, allora amministratore unico della società interamente partecipata dalla Provincia. La consegna del materiale, risultato di un intervento ordinario, sarebbe avvenuta insieme ad altri due colleghi e con il mezzo aziendale. Come noto, tra i compiti di Alba Service, era prevista anche la manutenzione del verde. 

Un gruppetto di lavoratori si è presentato questa mattina ad una commissione consiliare: pur non essendo iscritto all'ordine del giorno il tema che li riguarda, e cioè il destino della società, hanno sperato che a margine dell'incontro qualche cosa si potesse capire. Non è andata così e quando gli esponenti di maggioranza si sono mossi per lasciare l'aula, è partita la protesta e tutto quello che ne è seguito, poi messo a verbale dalla polizia provinciale.

Gli operai di Alba Service non ricevono lo stipendio da un anno e mezzo e il loro futuro è tuttora appeso a un filo. L'istanza di fallimento è stata respinta per un vizio formale, dopo di che è stato nominato un nuovo commissario liquidatore, Calò. La Provincia, dopo una serie impressionante di proteste che hanno rischiato anche di degenerare, sembra ora intenzionata a prendere tempo.

Le dichiarazioni.

Nel giro di poche ora ha preso corpo la reazione dei diretti interessati: "Rimango esterrefatto dalle esternazioni del dipendente che avrebbe affermato di aver scaricato la legna nel mio domicilio, fatto chiarmente mai avvenuto - ha commentato Martella -. Benché tali dichiarazioni si prestino ad azioni miranti a tutelare la mia immagine e la mia onorabilità, comprendendo comunque lo stato di esasperazione dei lavoratori mi riservo di intraprendere azioni a tutela della mia persona nelle sedi opportune. Comprendo la disperazione di chi non percepisce alcun emolumento da 18 mesi e viene caricato strumentalmente da soggetti che giocano sulla pelle dei lavoratori alterando la realtà dei fatti che oggi in commissione ho cercato di riportare alla verità. Infatti a detta dei dirigenti non ci sono somme su Alba Service che possano andare in favore dei lavoratori perché contestate o pignorate. Questa situazione di grnade esasperazione ha portato qualcuno a fare dichiarazioni improprie e non rispondenti alla realtà. Si è vero che degli alberi pericolanti sono stati tagliati su mia segnalazione e che il sottoscritto aveva chiesto all'amministratore di Alba Service se quella legna era vendibile o meno: la risposta dell'amministratore fu lapidaria, la legna andava al macero e non poteva essere venduta"

Anche D'Autilia, che si riserva di tutelarsi da accuse che giudica infondate e gravissime, ha riassunto in un comunicato la propria versione sulla vicenda: "I dipendenti hanno svolto un servizio richiesto dalla Provincia, poiché vi era un albero pericolante all'interno di una scuola, dove casualmente lavorava Roberto Martella. Vorrei ricordare che Alba Service si occupava per conto della Provincia di Lecce della manutenzione scolastica e del verde, e che opera sulla base di precipui ordini di servizio e conseguenti rapporti di lavoro, redatti e verificati dai vari responsabili dei servizi, in ossequio ad una procedura predeterminata e trasparente. La legna, cosi come altro materiale di risulta, se non riutilizzabile, viene destinato al macero, non certamente come quel lavoratore sostiene, a casa del consigliere Martella. Per cui trovo inammissibile, offensivo e soprattutto lontana dalla verità ogni singola parola riportata, da attribuire, probabilmente, allo stato di disperazione e difficoltà in cui vivono i lavoratori. Non credo siano questi gli strumenti di confrontoche possono condurre ad una definizione positiva la vertenza”.

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