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Giovedì, 18 Aprile 2024
Politica Alessano

Il manifesto per il papà internato e lo “schiaffo alla Memoria”. Anpi prende posizione

La situazione di Alessano ha smosso l'Associazione nazionale partigiani d'Italia. La donna commemorava il padre morto giovane, come militare internato nei campi di concentramento. Il Comune l'ha fatto rimuovere perché abusivo

ALESSANO – “Esprimiamo vicinanza e solidarietà alla signora Tetta, inconsapevole vittima di un’applicazione rigorosa del regolamento comunale, nella gestione degli spazi cimiteriali del Comune di Alessano, relativamente alla rimozione di un manifesto, apposto accanto alla lapide del padre, scomparso in giovane età come militare internato nei campi di concentramento in Germania”.

La signora Tetta, altri non è che Antonietta Alemanno, donna ormai di una certa età, cresciuta senza un padre praticamente mai conosciuto, che, da soldato, dopo l’armistizio dell’8 settembre del 1943, fu rinchiuso nello Stalag VI G come internato, per poi morire nel lazzaretto di Hardthoe, in Germania. E l’espressione di solidarietà arriva dal comitato provinciale di reggenza dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia) di Lecce, interessata della vicenda che ha destato un certo stupore. Perché, sì, esistono regolamenti

È una storia controversa, che abbiamo raccontato già nei giorni scorsi, con il sindaco Osvaldo Stendardo finito nel tritacarne della polemica per il rigore esercitato. Ritenuto da più di qualcuno eccessivo, di fronte a un messaggio così toccante, scritto da una figlia di un padre sostanzialmente mai conosciuto, ma pure amato da sempre e per sempre, per le scelte oltremodo coraggiose che lo portarono alla morte. Ma anche a essere un piccolo, eppur significativo tassello nel mosaico della speranza in un mondo migliore.  

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“Riteniamo che esistano degli aspetti e delle valutazioni sostanziali che valichino i cavilli formali e normativi soprattutto se censori di una toccante testimonianza di un’anziana donna che ricorda le vicissitudini del padre proprio nella giornata della memoria dedicata alla Shoah e più in generale a tutte le vittime del nazifascismo”, dicono dall’Anpi, contestando, in modo aperto, la decisione.

“Pur consci che ormai da anni è in atto in Italia un’opera di revisionismo storico volto non a rafforzare il ricordo ma a sbiadire quella buia pagina di storia dell’Europa – prosegue l’associazione –, invitiamo l’amministrazione comunale di Alessano di riconsiderare positivamente il gesto della signora Tetta Alemanno offrendole la possibilità magari di divulgare il testo di quel tabellone con un manifesto di regolare e pubblica affissione”.

Andare oltre i formalismi, tramandare messaggi positivi. Questo il fine dell’Anpi, che assicura: “Da parte nostra, come Anpi provinciale, prenderemo presto contatti con la signora Alemanno per tenderle la mano, come gesto riparatorio, al fine di valorizzare il contenuto di quel manifesto, denso di valori, che spaziano dai temi dell'antifascismo e della pace, come preziosa testimonianza da tramandare alle giovane generazioni”.

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