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Il ministro dell’Interno: “Porti pugliesi sono peculiari, non sono ammesse distrazioni”

Prima di partecipare ai lavori del convegno, Angelino Alfano, ha risposto alle domande dei cronisti incentrate sul pericolo del terrorismo jihadista e sulla sicurezza del territorio italiano: “Controllate oltre 160 navi dall’inizio dell’anno”

LECCE – Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, prima di partecipare ai lavori del convegno “Tenera è la notte” ha risposto ad alcune domande dei cronisti sui temi più strettamente legati al terrorismo e alla sicurezza del territorio. Successivamente, nel corso dle suo intervento, ha snocciolato i numeri dell'attività di prevenzione su obiettivi specifici: 56mila persone controllate dall'inizio dell'anno, 8mila veicoli, oltre a 160 navi e circa 60 decreti di espulsione, tra cui quelle di quatto imam.

Ruolo dell’Italia nella coalizione.

“Noi abbiamo già un ruolo nella coalizione e nasce dopo l’attentato delle torri gemelle. Il tema è l’efficacia dell’intervento della comunità internazionale. Il nostro ruolo dipende anche dal dopo, per noi la priorità è sempre la Libia. Noi vogliamo garanzie dopo un intervento nel quale non è stato completato il lavoro - e ancora paghiamo il danno degli sbarchi dei migranti che partono tutti dalla Libia -,  vogliamo un piano sulla Siria in modo che non ci sia il rischio di un lavoro di nuovo inutile”.

I porti pugliesi.

“Non esiste il rischio zero in nessun luogo del mondo come dimostra la drammatica cronologia del terrore, dal 2001 a oggi. Il nostro lavoro di intelligence e di prevenzione fin qui ha funzionato: abbiamo lavorato anche sulle navi, ne abbiamo controllate oltre 160 e continueremo a farlo. In Puglia l’attenzione è alta come nelle altre realtà portuali, grande attenzione ai porti che guardano a est e che hanno le loro specificità sulle quali non sono ammesse distrazioni”.

Luoghi di culto abusivi.

“Noi abbiamo quattro moschee e 800 e più luoghi di culto musulmani. Il nostro sistema di vigilanza e controllo che ci consente di capire cosa succede. Chiuderemo quelli abusivi o irregolari ma non per  impedire la preghiera ma perché avvenga in siti autorizzati”.

Il trattato di Schengen e le frontiere d'Europa.

“La storia recente dimostra che anche nei Paesi che non aderiscono al trattato di Schengen vi sono state grandi stragi. Ricordo quella della metropolitana di Londra. Abbiamo deciso con gli altri ministri di rafforzare i controlli alla frontiera esterna però bisogna sempre ricordare che questi attentati sono stati compiuti da cittadini dei paesi colpiti. Un tema questo che deve essere affrontato con grande concretezza”.

Sul tema si è pronunciato anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano: "Per quanto riguarda l'allarme terrorismo non si deve, per fronteggiarlo, interrompere la normale attività di vigilanza dei fenomeni criminali. La nostra vita deve continuare esattamente come prima, soprattutto senza abbassare la guardia. Posso infine testimoniare che il sistema di sicurezza e prevenzione del nostro Paese, da sempre, funziona bene, nonostante la scarsità di risorse e mezzi, e questo grazie alle straordinarie qualità e a costo di tanti sacrifici dei servitori dello Stato".

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