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"Alitalia penalizza Salento: ora intervenga il Governo"

Maritati, Mongiello, Tomaselli, Procacci e Carofiglio inviano interrogazione a presidente del Consiglio e ministro. E intanto da Stefàno un richiamo all'unità: "Una partita da giocare tutti insieme"

"Il governo nazionale sposi le preoccupazioni del Salento". I parlamentari Alberto Maritati, Giovanni Mongiello, Salvatore Tomaselli, Giovanni Procacci e Gianrico Carofiglio hanno inviato un'interrogazione a risposta orale al presidente del Consiglio ed al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti sul caso dell'Alitalia, ricordando tutto l'excursus di questi ultimi giorni e i disagi che si sono venuti a creare in una terra letteralmente tagliata fuori dalle comunicazioni "in assenza di alcuna previa comunicazione, in modo del tutto inopinato ed inaspettato". I voli in questione sono quelli "tra Brindisi e Roma ed alcuni da e per Bari". Nell'interrogazione vi è riferimenti al fatto che "avendo sinora Alitalia operato, presso gli aeroporti pugliesi, in regime di duopolio insieme ad Air One, oggi la Puglia si trova ad essere di fatto isolata e quasi del tutto priva di collegamenti aerei; finanche i pochi voli operativi presso l'aeroporto di Brindisi subiscono forti ritardi, anche in ragione della volontà della Seap di ostacolare l'efficiente e ordinato svolgimento delle operazioni preliminari all'imbarco dei passeggeri perfino ritardando la partenza di aerei il cui imbarco di passeggeri e merci sia stato completato, come accaduto con il volo Air One Brindisi-Roma AP 4409 delle ore 10,30 del 25 novembre".

Si tratta di una situazione che, si sottolinea ancora nell'interrogazione, che colpisce in kodo particolare il Salento, il quale "vive attualmente un momento di grande difficoltà, soprattutto dal punto di vista turistico, suscettibile di essere ulteriormente aggravato qualora tale carenza di collegamenti aerei dovesse protrarsi durante il periodo delle festività natalizie", tanto più che "i costi per volare tra Roma e Brindisi hanno raggiunto cifre proibitive. La particolare condizione in cui si trova Alitalia - proseguono i firmatari dell'interrogazione - non consente di formulare verosimili ipotesi in ordine agli sviluppi futuri, precludendo quindi alla Regione Puglia e alla società che gestisce gli aeroporti pugliesi la possibilità di predisporre tempestivamente soluzioni alternative alla compagnia Cai attualmente in gestazione" e sostenendo che "gli aeroporti di Bari e Brindisi hanno registrato negli ultimi anni e mesi un significativo aumento di traffico".

Al Governo centrale, fra le altre cose, si richiede "se non ritenga estremamente grave la condizione di carenza di collegamenti aerei da e verso la Puglia ed in particolare da e verso il Salento" e di conseguenza se non sia "doveroso assume iniziative idonee a evitare che le difficoltà di Alitalia continuino ulteriormente a scaricarsi esclusivamente e sistematicamente sul Mezzogiorno e sulla Puglia in particolare, penalizzando in modo inaccettabile lo sviluppo di questa parte d'Italia e i suoi abitanti". E sempre al Governo è richiesta eventualmente l'opportunità di "intervenire presso Alitalia e/o Cai per sollecitare la massima immediata chiarezza di comportamenti e la trasparenza delle scelte, in modo da consentire alla Puglia e al Salento di ipotizzare al più presto soluzioni alternative". Provvedimenti da mettere in atto con urgenza per "porre fine a questa condizione di estremo disagio, così da placare le forti preoccupazioni del mondo economico e imprenditoriale, nonché della società salentini".

Anche Dario Stefàno torna sulla questione, nelle vesti di presidente della Commissione sviluppo economico della Regione Puglia, con una sua dichiarazione: "La posta in gioco è talmente alta, che l'esercizio della contrapposizione politica non solo è inutile, ma addirittura rischia di essere dannoso. La vicenda Alitalia, con i recenti tagli ai voli da e verso Brindisi, infierisce con un colpo che rischia di essere letale sulle già difficili condizioni di mobilità del territorio salentino. Il pericolo - dice Stefàano - è quello di un drammatico isolamento, con tutte le conseguenze non solo per il sistema economico e produttivo, ma per gli stessi equilibri sociali. La Puglia ed il Salento, dunque - prosegue -, non possono rimanere inerti dinanzi a tale scenario, ma anzi sono chiamati ad un grande atto di responsabilità, quello, appunto, di superare le logiche di schieramento che possono rivelarsi pericolosamente distruttive".

"Credo, infatti - prosegue -, che questa sia una di quelle partite che vanno giocate tutti insieme, fuori dagli schemi della contrapposizione politica. In questo momento, non è utile al nostro territorio schierarsi contro o pro il governo nazionale, a prescindere dalle responsabilità. Io credo, invece, che questa sia l'ora di alzare un'unica voce, per chiedere al governo nazionale di sposare le nostre preoccupazioni e porre in essere tutto quanto possa modificare una linea che penalizza fortemente la popolazione pugliese e salentina. È l'ora di produrre ogni sforzo per costruire un dialogo che ci aiuti ad uscire fuori da uno stallo pericolosissimo. Senza dubbio, il governo regionale ha tutta l'autorevolezza per un protagonismo che punti a gettare le basi per tale dialogo. Pertanto, la stessa vicenda del credito che Adp vanta nei confronti di Alitalia assume a mio avviso un aspetto secondario. Se essa, infatti, può rappresentare un ostacolo alla via del dialogo - conclude -, probabilmente sarebbe auspicabile collocarla in secondo piano, in attesa di verificare con quali modalità risolvere un problema che, la cancellazione dei collegamenti con Roma e Milano, ha rilanciato con grande carattere di urgenza".


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