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Foto Ansa.

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Da Alitalia a Tai, dopo il salvataggio il sindaco ironizza: "Tanti aeroporti ignorati"

Con 3 miliardi di euro lo Stato entra nel capitale sociale. Salvemini: "Non c'è interesse nazionale se la compagnia non si mette al servizio di tutto il Paese"

LECCE - Il salvataggio, l'ennesimo, di Alitalia dalla bancarotta ha senso solo se la storica compagnia nazionale si impegnerà con i fatti a rimediare al divario di collegamenti che nel corso degli anni non è stato mai colmato tra le diverse zone del Paese, lasciando molti aeroporti - tra cui quello di Brindisi - con pochi collegamenti a tariffe, peraltro, alte. Dal Salento riprende quota il malumore per una gestione penalizzante dei trasporti, all'indomani del provvidenziale soccorso che il governo ha garantito.

Il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, è intervenuto sulla vicenda con un post nel quale l'ironia si accompagna a un sapore aspro “Si chiamerà Tai, la nuova Alitalia dopo ingresso dello Stato nel capitale sociale con versamento di 3 miliardi di euro: acronimo di Trasporto Aereo Italiano. Ennesimo tentativo di evitare il fallimento a quella che si definisce 'compagnia di bandiera', per sottolineare interesse strategico del Paese di avere un vettore nazionale. Nonostante in questi anni - e tuttora - per milioni di italiani Tai abbia avuto altro significato, tanti aeroporti ignorati, con collegamenti insufficienti e a tariffe proibitive, come sappiamo bene noi salentini".

Per il primo cittadino il richiamo all'orgoglio patriottico è uno slogan vuoto se non viene seguito dai fatti: "Non c’è interesse nazionale ad avere una compagnia aerea pubblica che non si mette al servizio di tutto il Paese. Non è più tollerabile un sistema aereo e ferroviario che non rimedia al deficit infrastrutturale del Mezzogiorno; e non riconosca identici diritti a spostamenti comodi ed efficienti a tutti gli italiani”.

 

 

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