Allarme sicurezza in Galleria Mazzini: proteste e proposte, ma nulla cambia

Il secondo furto ai danni del negozio Magritte, ultimo di una lunga serie di reati, mette in evidenza la scarsa o nulla efficacia di quanto fatto fino ad oggi

LECCE – L’ennesimo furto all’interno della Galleria di Piazza Mazzini solleva un coro di richieste e di proteste. Tra le prime, quella del consigliere regionale Saverio Congedo che si rivolge in primis alla vice ministro Teresa Bellanova e poi a tutti i parlamentari salentini affinché vengano garantite le risorse necessarie.

“Non è facile – spiega l’esponente del centrodestra - chiedere maggiore sicurezza a fronte di oggettive carenze operative da parte delle forze dell’ordine, che già si spendono con coraggio e abnegazione ben oltre il confine legittimo del proprio dovere. Sarebbe il caso, quindi, di rinnovare con forza e tutti insieme, una maggiore e sollecita copertura finanziaria e di mezzi per garantire una migliore efficacia nel servizio di controllo del territorio a tutela dell’interesse collettivo”.

Una lettura del tema sicurezza ancora più politica la dà Leonardo Calò, coordinatore provinciale di Noi con Salvini:  “Tutto quello che stiamo vivendo non è una semplice recrudescenza della criminalità ma il frutto della politica posta in essere dalla triade Renzi-Alfano-Orlando che, con la loro politica buonista hanno ormai consegnato nelle mani dei delinquenti le città italiane. Infatti, dopo anni di indulti, svuota carceri e tagli alla spese in sicurezza questi tre signori hanno ben pensato di depenalizzare e oltre 100 reati rendendo così - di fatto - lecito l’illecito. È evidente ai più che, avendo la oramai matematica certezza di rimanere impuniti, i criminali si spingono sempre più oltre, diventando sempre più spregiudicati e pericolosi”.

Una proposta concreta viene Gigi Pedone della Confederazione delle libere associazioni artigiane: il collegamento delle videocamere di sorveglianza installate con un istituto di vigilanza. Attualmente sono collegate alla centrale del comando di polizia locale che rimane però inattiva “proprio nelle ore di maggior pericolo. Riducendo, in questo modo, il servizio di vigilanza elettronica ad una sorta di dissuasore preventivo nonché per la registrazione delle immagini che, di fatto, serviranno a ben poca visto che i ladri adottano tutte le precazioni del caso”.

Secondo Pedone questo servizio che andrebbe altresì integrato da  una pattuglia itinerante da svolgersi, in special modo, nella fascia oraria dalle ore 1 alle 5: “Un servizio così concepito renderebbe meno agevole il perpetuarsi di furti e atti vandalici, con un costo complessivo mensile intorno ai mille e 500 euro. Una somma che potrebbe essere ripartita tra il Comune di Lecce, Arca Sud (ex Iacp), proprietario dell’immobile e, in quota parte, i commercianti allocati nello stabile”.

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Sulla vicenda interviene anche il segretario cittadino del Partito Democratico, Fabrizio Marra: "È evidente che la nostra proposta di attrezzare la galleria anche con un circuito di video sorveglianza risulta essere oramai indispensabile, poiché atti criminali si sono più volte ripetuti nell’arco di un breve lasso di tempo. Tuttavia, ciò che desta molta preoccupazione nei residenti e nella cittadinanza è la complessiva percezione d’insicurezza, dettata dall’assenza più volte auspicata di maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine ed in particolare nella necessità di vigilanza all’interno della galleria anche da parte della polizia municipale, prevedendo il più volte auspicato presidio o posto fisso, con distaccamento di agenti. Ciò determinerebbe una sorta di deterrente, non solo nei confronti di atti criminali veri e propri, ma anche di atteggiamenti teppistici, che spesso vedono come teatro proprio “Galleria Mazzini” e dintorni.

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