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Quadro preoccupante

Allarme criminalità nel nord Salento: richiesto vertice con le forze dell'ordine

Il sindaco di Trepuzzi teme il ritorno di “tempi bui” e si rivolge al prefetto per la convocazione di un tavolo urgente dopo l'omicidio del 42enne a Squinzano, il cui primo cittadino, eletto da appena un mese, fa i conti con una comunità scossa e spaventata

TREPUZZI – L’omicidio di Luigi Gaudadiello avvenuto ieri sera a Squinzano suona come una lugubre campana nel nord Salento. Questa è l’impressione del sindaco di Trepuzzi, Giuseppe Taurino, per il quale si rende necessaria la convocazione da parte del prefetto di Lecce di un vertice con i primi cittadini della zona e con le forze dell’ordine. Anche perché non sono isolati gli episodi riconducibili alla matrice della criminalità organizzata.

Il 28 dicembre, sempre in territorio di Squinzano, Roberto Napoletano, noto alle cronache in seguito all’operazione della Dda “Vortice-Déjà Vu” e già oggetto, nel 2018, di un’intimidazione, fu colpito al piede da un proiettile in una vera e propria imboscata in un’area di servizio, davanti alla moglie e alla figlia dell’uomo. Appena il 9 giugno, in via De Amicis, sono stati esplosi colpi d’arma da fuoco verso l’appartamento di un 54enne del posto.

“Sembrano essere tornati i tempi bui – scrive Taurino in una nota - quando nel Nord Salento si sparava, si uccideva in pieno centro e la Sacra Corona Unita terrorizzava le nostre città con azioni criminali. L’omicidio di ieri sera a Squinzano (purtroppo non un singolo episodio, sicuramente il più grave, preceduto però da altri fatti criminali rilevanti che si sono verificati in questi ultimi mesi tra intimidazioni a colpi di arma da fuoco, di kalashnikov e auto incendiate) è preoccupante e la paura di sprofondare indietro di trent’anni diventa concreta, in considerazione anche dell’efferatezza, delle modalità di l’esecuzione e dell’orario in cui è stato compiuto il delitto”.

L’esperto sindaco richiama quindi l’opportunità di una iniziativa di ampio respiro: “Come istituzioni abbiamo il dovere morale di intervenire e lavorare unitamente, per garantire il controllo del territorio e la tutela dell’incolumità dei cittadini al fine di favorire un sano e ordinato sviluppo economico. Insieme dobbiamo compiere azioni sul piano della cultura della legalità per impedire infiltrazioni mafiose nel tessuto economico, civile, sociale e politico. Nessuna comunità è esclusa da questo rischio e proprio per questo è fondamentale un’azione unitaria di contrasto alla malavita organizzata. Per questi motivi ritengo necessario chiedere a sua eccellenza il prefetto di Lecce la convocazione urgente di un tavolo per la sicurezza con noi Sindaci del nord Salento e le forze dell’ordine".

Il sindaco di Squinzano: “La nostra città non è dei violenti”

Mario Pede, invece, è stato eletto sindaco di Squinzano da appena un mese. Ha solo 32 anni e il suo messaggio appare rivolto più alla cittadinanza: “La nostra comunità è stata scossa da questo terribile fatto di cronaca. Squinzano non è dei violenti, ma di chi si alza la mattina presto per andare a lavorare e di chi si dedica con forza alla propria comunità con iniziative di sviluppo e manifestazioni sociali e culturali, come sta avvenendo spesso in questi giorni e com'è sempre avvenuto".

“Come amministrazione siamo impegnati ad attivare processi culturali che possano rappresentare momenti di sviluppo rispetto anche a temi molto importanti come la legalità. Siamo in carica da qualche giorno e stiamo studiando i dossier più importanti. La classe dirigente deve mostrarsi come punto di riferimento in ogni ambito socio culturale di questa città e della sua marina. Nel sindaco e nella sua amministrazione i cittadini potranno sempre trovare un punto centrale per la risoluzione dei problemi in linea con la legge e le norme delle quali cerchiamo di essere attenti osservatori benché in un lembo di terra difficile che negli anni scorsi è stato teatro di guerre criminali".

Interrogazione di Stefanazzi, deputato del Pd.

Dopo l’omicidio di ieri sera anche il deputato del Pd, Claudio Stefanazzi, è intervenuto sul rischio di una escalation criminale: “La recrudescenza di questi fenomeni e la sistematicità di alcuni episodi in particolare – ha scritto in una nota -, consumatisi soprattutto nell’area settentrionale del Salento, fanno sorgere l’inquietante sospetto di una forte volontà di riaffermazione di quei gruppi della criminalità organizzata di stampo mafioso che per decenni hanno operato sul territorio”.

Il parlamentare leccese ha quindi precisato di aver scritto al ministro dell’Interno, Piantedosi “per assicurare pieno supporto alla prefettura di Lecce nell’intraprendere ogni iniziativa necessaria, tramite l’immediata convocazione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica”.

Stafanazzi ha quindi aggiunto di aver “presentato una nuova interrogazione parlamentare, affinché il governo prenda coscienza della gravità di quanto sta accadendo e si faccia carico di una situazione allarmante per i diritti, la libertà e la sicurezza dei cittadini delle comunità salentine”. L’esponente del Pd aveva presentato un’altra interrogazione, ma a febbraio e rimasta tuttora inevasa, sulla preoccupante sequenza di incendi dolosi in provincia di Lecce.

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