Allarme uranio e cesio, interrogati i ministri: "Subito verifiche, posta alta"

Il parlamentare leccese del Pd, Salvatore Capone interroga i ministri dell’Ambiente, Gian Luca Galletti e della Salute Beatrice Lorenzin, dopo la vicenda che tocca Andrano. "Azioni di verifica rispetto a quanto emerso, anche in relazione alla difformità interpretativa dell’Agenzia regionale"

Carabinieri del Noe durante un sopralluogo (repertorio).

ROMA – Uranio e cesio nel sottosuolo? Dopo i rilevamenti ad Andrano e l’informativa in Procura del Noe di Lecce, con la decisione di sottoporre un’area nelle campagne a scavi per i necessari approfondimenti, il parlamentare leccese del Pd, Salvatore Capone, componente della Commissione salute della Camera, ha predisposto un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente, Gian Luca Galletti e della Salute Beatrice Lorenzin.

“Troppo delicata la posta in gioco per permettere differenze intepretative tra Ministero dell’ambiente e Arpa Puglia”, commenta Capone. “Troppo importante la salute delle popolazioni perché si possa nutrire anche il minimo dubbio”. Il nodo della questione è proprio in questo. Già ieri il sindaco di Andrano, Mario Accoto, aveva sottolineato la divergenza di visioni sull’argomento.  

Capone, nella sua interrogazione, intende quindi conoscere come i Ministeri intendano muoversi i ministri alla luce dei risultati dell’indagine promossa dal Dicastero ambientale nel Salento. Sullo stesso caso, spicca oltretutto una valutazione difforme da parte di Arpa Puglia. E quindi, il parlamentare si domanda se siano necessarie ulteriori verifiche, soprattutto se non sia opportuno predisporre un’indagine epidemiologica per comprendere eventuali ricadute anche dal punto di vista clinico. Oltre, ovviamente, a chiedere e quali azioni si intendano promuovere per ripulire quelle zone dove potrebbero essere stati interrati rifiuti tossici.

“Ritengo necessario, a questo punto”, sottolinea Salvatore Capone, “che i ministri dicano come intendano proseguire nelle azioni di verifica rispetto a quanto emerso, anche in relazione alla difformità interpretativa dell’Agenzia regionale, e soprattutto urgente comprendere con precisione i rischi, se esistono, cui i cittadini possono andare incontro. Non va dimenticato, peraltro, che Andrano è uno dei paesi compresi nel Parco costiero Otranto-Santa Maria di Leuca, una zona di pregio naturalistico e ambientale che mai e poi mai avrebbe dovuto subire l’oltraggio dell’interramento illegale di rifiuti tossici e pericolosi”.

Capone ricorda che questo non il primo allarme in materia. “D’altra parte va in questa direzione anche l’ordine del giorno presentato alla Camera insieme alla collega Elisa Mariano e approvato dall’aula – aggiunge - perché, nell’ambito delle risorse destinate alla Puglia nella Legge numero 6 del 6 febbraio 2014, o di altre comunque disponibili, siano avviate indagini di concerto tra Ministero della salute, Istituto superiore di sanità e Regione Puglia, sui rischi epidemiologici nel Salento, dopo l’allarme lanciato dallo stesso Istituto”.

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