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Alle 17 la conta per le firme. Pressing pure su Nuzzaci dell’Udc

Il centrodestra si dà appuntamento in Comune per sfiduciare Salvemini, mentre il vice presidente dell’assise cittadina segnala sollecitazioni con “modi non ortodossi”

Marco Nuzzaci dell'Udc.

LECCE – L’appuntamento è fissato a Palazzo Carafa, oggi alle 17. È lì che i consiglieri del centrodestra si ritroveranno per contarsi ed, eventualmente, rassegnare le dimissioni. Come noto, servono 17 firme, tante quanti sono gli esponenti della maggioranza dopo la sentenza del Consiglio di Stato.

I però non mancano: Paola Gigante, tra i sei subentranti, si trova in Thailandia e nessuno si è premurato di farla rientrare, posto che una firma rilasciata contestualmente presso il consolato o l’ambasciata dovrebbe essere valida a tutti gli effetti. Poi bisogna capire quanti effettivamente vogliano davvero dimettersi, altrimenti non si spiega perché la decisione non sia stata maturata ancora prima dell’insediamento dei nuovi consiglieri e quindi formalizzata giovedì mattina, dando così il tempo alla consigliera Gigante di fare le valigie e tornare nel Salento. Certo è che le firme saranno apposte solo se in numero sufficiente, altrimenti le dimissioni sarebbero valide, il consiglio resterebbe in carica e al posto dei firmatari ci sarebbero i primi tra i non eletti.

Il punto politico è che non c’è unanimità nel centrodestra, sono diverse le esigenze e le strategie, in relazione anche agli esiti delle elezioni politiche del 4 marzo. Certo è che nessuno degli interessati vuol passare per “traditore” e allora è possibile che alle 17 si presentino tutti, compresa Federica De Benedetto di Forza Italia, impegnata in campagna elettorale, che intorno a mezzogiorno ha inserito il seguente post su facebook nel quale scrive: “Se oggi alle 17 dovesse miracolosamente palesarsi il consigliere del M5S per apporre la sua firma (perché loro sono bravi solo quando ad abbandonare la poltrona devono essere gli altri) io sospenderò la campagna elettorale a Bari per catapultarmi a Lecce e apporre la mia". Ma l'esponente pentastellato, Fabio Valente, ha fatto sapere di non essere disponibile a giochetti e strumentalizzazioni.

Non ci sarà nemmeno Marco Nuzzaci, vice presidente del consiglio comunale, pressato pubblicamente dal segretario provinciale della Lega, Leonardo Calò. “La Lega, infatti, non può non rilevare – è scritto in una nota stampa - il silenzio e l’inerzia dell’Udc che, gioca a fare l’indiano, con una condotta irriguardosa ed irresponsabile nei confronti degli alleati e della città” Calò manda un messaggio esplicito, quasi un aut aut: “Tale atteggiamento non potrà non ripercuotersi, inevitabilmente anche nelle future decisioni e strategie dell'intero centrodestra. Ricordando che proprio l'Udc ha un proprio candidato nel collegio uninominale del senato, Luciano Cariddi, che chiede e cerca il sostegno di tutta la coalizione di centrodestra”.

Il diretto interessato tuttavia non fa una piega: “Ritengo pretestuose le richieste che giungono dal centro destra leccese e che mi invitano, con modi non sempre ortodossi, a firmare un documento che farebbe cadere la mia stessa amministrazione, quella che ho sostenuto con la mia candidatura e quella che sostengo nei principi, nelle idee programmatiche e nelle azioni. Invito dunque tutti coloro che mi hanno già contattato e coloro che intendono contattarmi a non farlo”. Un modo ufficiale per dire stop alle telefonate e ai messaggi che sta ricevendo senza sosta. Nuzzaci chiarisce di essere in perfetta sintonia con i dirigenti del suo partito e con la scelta di sostenere il progetto politico e amministrativo definito dall’apparentamento tra Carlo Salvemini e Alessandro Delli Noci.

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