Mercoledì, 29 Settembre 2021
Politica

Alloggi popolari, il Pd chiede una stretta sulle indagini avviate nel 2012

I democratici rivendicano di aver già denunciato quanto emerso in questi giorni dalla Commissione antimafia. "Su novanta imputati nell'operazione Eclisse, almeno trenta vivono in case pubbliche"

LECCE – L’ombra della criminalità organizzata sulla gestione degli alloggi popolari. Il Partito democratico rivendica di aver denunciato già nel 2012 quanto emerso in questi giorni dalla relazione del prefetto alla Commissione antimafia di “un ulteriore settore di interesse della criminalità organizzata sul quale viene paventato il rischio di condizionamento nella gestione della cosa pubblica riguarda l’assegnazione degli alloggi popolari e i procedimenti di occupazione abusiva”.

Emerge quindi, dai lavori svolti dalla Commissione, un possibile intreccio fra assegnazioni di case popolari e interessamento della criminalità, richiamando le informative delle forze di polizia in occasione della campagna elettorale del 2012, ove il voto potrebbe essere stato condizionato dai clan che poi si sarebbero spartiti gli introiti dei manifesti elettorali. Lo steso prefetto, del resto, ha affermato che “al riguardo un segnale preoccupante è stato dato dal diffuso consenso elettorale  nelle zone popolari in occasione delle elezioni del 2012”.

Proprio il Pd salentino aveva denunciato “il corruttivo voto di scambio nella 167”, con l’esposto a firma dell’onorevole Teresa Bellanova, di Antonio Rotundo e Fabrizio Marra, depositando un esposto dettagliato procuratore della Repubblica. Ora auspicano di conoscere l’esito delle indagini prima delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale della primavera 2017. 

Il Pd nei mesi scorsi ha chiesto ha chiesto al prefetto di far luce ed accertare eventuali condizionamenti  nell’attività amministrativa comunale, in particolare nella gestione degli alloggi popolari, presentando anche un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno ed  interessando  la Commissione antimafia per verificare eventuali connessioni o contiguità della criminalità con esponenti  politici e delle istituzioni.

Dalla lettura dei nomi dei 90 imputati dell’operazione “Eclisse”, sottolineano dalla sede di via Tasso, pare che oltre quaranta siano residenti a Lecce,  e che di questi  almeno trenta risiedono in alloggi pubblici, occupano di fatto o detengono, a vario titolo per sé o per altri “solidali”, alloggi popolari in  città.

Il Pd chiede che le indagini giudiziarie si concludano essendo avviate dal lontano 2012, da quell’esposto depositato dai democratici salentini proprio nel corso della campagna elettorale, e al prefetto Claudio Palomba chiede di accertare sino in fondo, di non limitare lo sguardo a solo 600 alloggi comunali, ma di estenderlo agli oltre tremila alloggi pubblici, tante quante sono le case popolari in città e sulle quali è competente il Comune; chiede inoltre al prefetto di non fermarsi alle relazioni e verifiche che ha stilato o stilerà il Comune nel tentativo di autoassolversi, perché è proprio l’attività o la non attività, diciamo meglio  l’inerzia del Comune, a dover essere verificata da un soggetto terzo.

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