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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Politica

Si allontana lo spettro del dissesto: sollievo per Lecce e centinaia di Comuni

Via libera a un emendamento Lega-Pd che fornisce agli enti locali in forte difficoltà finanziaria l'opportunità di ricalibrare la manovra pluriennale di riequilibrio finanziario adottata prima della pandemia

LECCE - Gli enti locali che hanno approvato una manovra di riequilibrio finanziario pluriennale prima della pandemia ma che non hanno ancora ricevuto il via libera della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, o che hanno impugnato la delibera di diniego del primo grado della magistratura contabile, possono avvalersi della facoltà di presentare una proposta di rimodulazione (che dovrà essere valutata ed eventualmente approvata). 

Con questo emendamento, per il quale è atteso il via libera definitivo nelle prossime ore, si allontana l'ombra della dichiarazione di dissesto per il Comune di Lecce e per circa 400 altri enti locali italiani gravati da una fragilità finanziaria strutturale. Comuni medi e piccoli, figli di un dio minore e che comunque tali restano, dal momento che il governo interviene in soccorso dei ben più mastodontici deficit dei capoluoghi delle aree metropolitane con potenti iniezioni di liquidità. 

Il testo consiste nella sostanziale fusione di due emendamenti, uno del Pd, l'altro della Lega. Come ha spiegato uni dei principali promotori, Roberto Marti, senatore leccese e commissario regionale del Carroccio, "la deroga è necessaria per attualizzare i piani adottati dagli enti locali anche qualche anno fa (quello di Lecce risale a tre anni fa) e tutti quelli che non hanno concluso l’iter. Questa necessità evidentemente è diventata stringente a seguito della pandemia e quindi dei suoi effetti disastrosi sulla gestione e sui bilanci degli enti. D’altronde, così come gli Stati nazionali per il Covid19 hanno beneficiato della sospensione del patto di stabilità, così gli enti locali avevano bisogno di una 'moratoria' di questo tipo. In questo modo, quindi, migliora la normativa sui piani di riequilibrio, dando certezza sui tempi a disposizione degli attori coinvolti nell’iter dei piani stessi (quindi Ministero dell’Interno, Comuni, Corte dei Conti). 

Tira dunque un sospiro di sollievo il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, per il quale si tratta non di un provvedimento ad hoc, ma di una norma di sistema: "È una mano tesa agli enti chiamati a gestire la più grave crisi economica e sociale dal Dopoguerra, ai quali non sono state riconosciute deroghe alle proprie politiche di bilancio analogamente a quelle ottenute dal governo con la Ue, che ha accordato al nostro Paese di aumentare il debito pubblico e il disavanzo di bilancio per garantire sostegno a imprese e lavoratori. Resa possibile grazie al lavoro congiunto di forze politiche diverse, come Pd e Lega, e dall’impegno dei parlamentari del nostro territorio, su tutti Francesco Boccia, Dario Stefano e Roberto Marti, e della presidenza della Regione, che si è fatta interprete anch'essa delle difficoltà. Un lavoro di squadra per un provvedimento di sistema".

Il primo cittadino leccese all'inizio del mese aveva dovuto ingoiare il rospo della bocciatura della manovra di riequilibrio adottata ben tre anni prima e quindi già in corso di attuazione, preannunciando un ricorso alle sezioni riunite della Corte dei Conti che in ogni caso sarà presentato entro la fine di dicembre: "Il mio auspicio - ha concluso - è che questo emendamento possa aprire una stagione di riforma del 243-bis del Testo Unico Enti Locali, l’articolo che disciplina il riequilibrio dei conti degli enti strutturalmente deficitari. Una esigenza che è avvertita dalle forze politiche, dai parlamentari e dai Comuni, a maggior ragione in un momento nel quale alle difficoltà economico-finanziarie si sono aggiunte le ripercussioni della pandemia".

Sulla provvidenziale unità di intenti delle forze politiche si è espressa anche, con soddisfazione, la consigliera di minoranza e già parlamentare, Adriana Poli Bortone: "Nella formulazione definitiva il senatore Marti ha concordato col senantore Boccia una formulazione, dunque, che potesse comprendere il maggior numero di enti locali in situazioni di pericolo. Questo a testimonianza che al di là delle  parti politiche si dimostra l'impegno oltre che in generale in situazioni di gravi disagio per tutti quanti i cittadini, ma in particolare quando si può far qualcosa per la  propria città".

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