Venerdì, 24 Settembre 2021
Politica

"Altro che carte riservate, se ne discuta in Consiglio"

Antonio Rotundo, capogruppo Pd a Palazzo Carafa, ribatte al sindaco di Lecce. "Su filobus e leasing di via Brenta - dice - è necessario che se ne discuta in uala consiliare con la massima trasparenza"

LECCE - Riportiamo di seguito l'intervento di Antonio Rootundo dopo le dichiarazioni del sindaco Perrone nella conferenza stampa di questa mattina tenuta a Palazzo Carafa sulle questioni inerenti il pazzo di via Brenta e i ritardi del filobus.

"Il filobus ed il leasing di via Brenta non sono vicende private del Sindaco, ma questioni rilevantissime che interessano la vita della nostra città, considerato che le due questioni ricadono sulle tasche dei contribuenti leccesi in maniera consistente. È bene ricordare che il filobus è costato oltre 23 milioni e che molte di più sono le risorse finanziarie dilapidate nell'operazione dei palazzi di via Brenta".

"Per questo motivo è francamente inaccettabile l'idea del Sindaco di tenere all'oscuro di vicende così importanti il Consiglio comunale, e invece di polemizzare continuamente con le opposizioni farebbe bene quanto prima a convocare l'Assise cittadina, per affrontare in quella sede queste due importanti questioni. Ci saremmo almeno aspettati dal Sindaco, in questa conferenza stampa, delle risposte concrete, ma anche in questa occasione siamo rimasti delusi".

"Sul filobus è scandaloso che dopo ben 1277 giorni di ritardo non sia stato assunto neanche oggi alcun impegno certo sulla data di avvio del servizio; mentre gli organi politici, a cominciare dal Sindaco, si chiamano fuori da ogni responsabilità e si autoassolvono, scaricando tutte le responsabilità delle infinite proroghe solo sul dirigente di settore, Ing. Aversa, che diventa così l'unico capro espiatorio".

"Così come su via Brenta, chiediamo il massimo di trasparenza e che tutte le decisioni siano prese alla luce del sole da parte degli organi collegiali, perché questo affaire non può essere in nessun modo considerato un affare privato, da tenere riservato come pretenderebbe Perrone".


"Pensiamo sia interesse della città che le decisioni siano assunte con il massimo coinvolgimento istituzionale; proprio per questo non comprendiamo l'atteggiamento di Perrone di gestire personalmente ed in maniera solitaria la vicenda, tagliando fuori e tenendo all'oscuro il Consiglio comunale, che è la massima assemblea elettiva cittadina. Anche perché sul leasing di via Brenta non abbiamo mai fatto mancare il sostegno dell'opposizione nella difesa degli interessi della città".

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