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Dopo la seduta odierna

Amati incalza Asl Lecce: “Nostro dovere andare fino in fondo”. Replica della direzione

Il presidente della Commissione Bilancio e Programmazione lamenta la mancanza di risposte su due temi: ospedale di Maglie-Melpignano e Centro per i disturbi alimentari

LECCE – Il consigliere regionale Fabiano Amati, nelle vesti di presidente della Commissione bilancio e programmazione, continua a incalzare i vertici della sanità salentina su due questioni: il progetto di nuovo ospedale a Maglie-Melpignano e quello per il centro per i disturbi alimentari presso il “Vito Fazzi” di Lecce.

Amati ha lamentato il fatto che Stefano Rossi, direttore generale di Asl Lecce, non abbia partecipato ai lavori odierni della commissione. Rispetto al tema del nuovo ospedale al centro della provincia, si tratta di capire se ci sono i margini tecnici e temporali per un ridimensionamento della progettazione coerente con i fondi disponibili.

“Non si sa dunque nulla sullo stato della procedura – ha detto oggi Amati -, così come non si sa nulla circa l’incarico legale conferito qualche settimana fa per ottenere un parere sul seguito della procedura.  Il dg di Lecce, evidentemente, non considera in modo appropriato le gravi esigenze di edilizia ospedaliera di quel territorio, per cui da un lato non prende di petto la questione e dall’altro omette di riferire lo stato d’attuazione dell’iniziativa.

Nemmeno sul Centro per i disturbi alimentari il presidente della commissione ha registrato dei passi in avanti: “A marzo scorso c’è stata una cerimonia per l’avvio del cantiere, così è stata definita, per la realizzazione a Lecce di un centro con degenza per persone affette da disturbi alimentari.  Allo stato, soprattutto senza le spiegazioni del caso e sulla base delle dichiarazioni rese in Commissione dal direttore Vito Montanaro, la notizia risulta alquanto infondata, poiché non c’è notizia di alcun cantiere, né si conosce lo stato della progettazione, del finanziamento o dell’eventuale gara. È stata inviata solo una relazione dai contenuti abbastanza equivoci, che a tacer d’altro sarebbe il caso di approfondire. Eppure l’argomento è importantissimo e riguarda una situazione a dir poco emergenziale, su cui non è umano rilasciare dichiarazioni al vento o segnalare diserzioni di fronte alla responsabilità.  Appuntamento, comunque, a lunedì prossimo, perché è nostro dovere andare a fondo”.

La replica di Asl Lecce 

Con una lunga nota la Direzione strategica di Asl Lecce ha spiegato la propria posizione in merito alla questione delle strutture e dei servizi per i disturbi alimentari: “La Regione Puglia, all’interno del Piano Regionale di attività biennale approvato dal ministero della Salute ‘Sviluppo e Potenziamento della Rete Integrata per i Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione in Puglia’, ha individuato ASL Lecce quale hub di riferimento regionale che deve comprendere tutti i livelli di cura compresi quelli più intensivi h24. Per la loro realizzazione la Regione Puglia ha integrato con 2 milioni di euro il finanziamento ministeriale in favore della Asl Lecce pari a circa 517mila euro”.

“Al momento il Centro per la Cura e la Ricerca sui Disturbi del Comportamento Alimentare del Dipartimento di Salute Mentale della Asl Lecce, attivo sin dal 1998, eroga attività in regime ambulatoriale e di day hospital intensivo, offrendo una risposta in termini di prevenzione, diagnosi e cura integrata e multidisciplinare dei disturbi dell’alimentazione alla quasi totalità dei pazienti. Il centro, in grado di offrire interventi intensivi, è al momento punto di riferimento per pazienti di tutto il territorio pugliese e di altre regioni”.

“Grazie al progetto di cui sopra che si concluderà il 30 settembre 2024, i livelli di cura già garantiti dalla Asl Lecce saranno implementati con l’apertura del reparto ospedaliero Fed Unit 24h e della Residenza Terapeutico-Riabilitativa extra-ospedaliera, previsti per i casi più complessi. Il Reparto ospedaliero di diagnosi, terapia e riabilitazione intensiva Fed Unit 24h è il livello di cura indicato per quelle forme di disturbo alimentare con instabilità clinica, ad alto carico assistenziale, caratterizzate da compromissioni del funzionamento organico e psicosociale e per le quali si ritengono efficaci interventi ad alta intensità diagnostica-terapeutica-riabilitativa da attuare con programmi ad alto grado di assistenza tutelare. Per quel che riguarda la Fed Unit 24 h, prevista nei locali del Vito Fazzi di Lecce e presentata il 28 marzo 2024 con la piantumazione di un albero di pesco, è stato già avviato il percorso che doterà il Vito Fazzi di Lecce dei primi posti letto per i casi più gravi e acuti, ovvero sono già state avviate le procedure previste e necessarie per gli adeguamenti impiantistici ed edili”.

“Per la Residenza Terapeutico-Riabilitativa extra-ospedaliera, prevista nell’ex Opis/Cittadella della Salute e dedicata ai casi gravi tuttavia stabilizzati dal punto di vista clinico, è già stata pubblicata tramite piattaforma Empulia la procedura negoziata telematica per i ‘Lavori per la realizzazione del Centro Disturbi del Comportamento Alimentare con ambulatorio intensivo Day Service e Residenza terapeutica Riabilitativa extra ospedaliera presso l’ex P.O. G.Libertini’, da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del miglior rapporto qualità-prezzo. Il termine di scadenza per la presentazione delle offerte è stato fissato il per il giorno 10.06.2024 entro le ore 12”.

“Si evidenzia infine che la fine del progetto ‘Sviluppo e Potenziamento della Rete Integrata per i Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione in Puglia’ è prevista per il 30 settembre 2024, pertanto le procedure sono state avviate in tempi congrui. Tutte le strutture aziendali coinvolte stanno lavorando alacremente, compatibilmente con gli adempimenti burocratici, per raggiungere gli obiettivi previsti dal progetto. Spiace che di tutte queste informazioni non sia dia contezza nel comunicato di oggi, nonostante sia stato chiesto espressamente di farlo”.

“Spiace altresì che si continui a confondere procedure e lavori regolarmente finanziati che stanno rispettando il cronoprogramma fissato - che possono in astratto involgere aspetti attinenti al bilancio - e la scelta di indirizzo di dedicare posti letto da adibire ai casi più acuti di dca, che invece non comportano lavori, né spese impattanti sul bilancio. La piantumazione dell’albero, che viene più volte richiamata, non risulta affatto collegata ad alcuna opera, ma era all’evidenza un atto simbolico, che attesta l’attenzione e l’impegno a contrastare i disturbi del comportamento alimentare”.

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