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Amministratori allo stadio. Nuovi dubbi sulle tessere

Ingressi di favore o no? Nell'annuale polemica sulle tessere di accesso allo stadio per politici e dirigenti, si inserisce un nuovo caso: secondo l'avvocato Milli non possono essere senza nominativo

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LECCE - Alla vigilia del campionato di calcio di seria A che parte domenica, tiene banco un caso che vede protagonisti l´Unione sportiva Lecce e il Comune, da tempo impegnate a dirimere la questione del rinnovo della convenzione sull'utilizzo dello stadio di Via del Mare. L'accordo è scaduto e, in attesa del rinnovo formale, pare che sia stata trovata una soluzione transitoria: 124 accessi, tra tessere annuali e biglietti singoli, da dividere tra i 40 consiglieri, i 12 assessori e 20 dirigenti. Se così fosse, più di uno a testa.

Per alcuni si tratta di ingressi di favore, per altri di quanto spetta agli amministratori in ragione di un accordo che riserva esplicitamente a Palazzo Carafa alcuni posti in Tribuna d'onore. La questione non è certamente nuova, si ripresenta ogni anno, ma non sfugge all'attenzione dell'opinione pubblica. Molte persone infatti rinunciano alla sottoscrizione dell'abbonamento per risparmiare qualcosa.

"Noi siamo a casa nostra, si tratta di una struttura comunale data in gestione all'Us Lecce in virtù di un accordo che risale alla costruzione dello stadio e che poi è stata di volta in volta rinnovata e rinegoziata", sostiene infatti Gigi Rizzo, presidente della commissione Bilancio. In virtù di quel documento sarebbero riservati agli amministratori 96 posti a sedere che, "è scritto chiaramente, sono esclusi dalla cessione del resto della struttura, con relativi servizi, e restano nella piena disponibilità dell'amministrazione".

Insomma, Rizzo non vuol sentire parlare di privilegi e anzi, proprio per chiarire ogni dubbio, chiederà nei prossimi giorni alla ragioneria dell'ente la verifica del rispetto di tutte le clausole da parte della società di via Templari, quanto a quote per incassi, pubblicità e quant'altro. Il corrispettivo, cioè, della cessione del campo da gioco, delle tribune, degli spogliatoi e dei servizi e delle pertinenze dell'impianto. Ma, a parte la natura delle entrate riservate all'amministrazione, negli ultimi due anni, con l'entrata in vigore delle leggi antiviolenza e della tessera del tifoso, la questione si è arricchita di una nuova criticità: la nominatività obbligatoria dei titoli di ingresso.

Per l'avvocato Milli gli ingressi senza l'indicazione dei nominativi sono violazione delle norme in vigore.
A parere dell´avvocato Giuseppe Milli, sin dalla passata stagione, quando è entrato in vigore lo strumento della tessera del tifoso in abbinamento con l'abbonamento, "al Comune l'Us Lecce avrebbe rilasciato oltre un centinaio di tessere e ciò in violazione di precise norme di legge e soprattutto tra il silenzio generale di tutte le forze politiche". A quanto risulta al legale, anche i titoli in abbonamento per questa stagione, al pari di quelli dello scorso anno, sarebbero senza dicitura nominale e avrebbero invece solo la scritta "Comune di Lecce". Spiega il legale che "tale aspetto costituisce senza dubbio alcuno non una deroga ma addirittura una violazione di norme contenute nel decreto legge 6 del 2005 che recita testualmente che i titoli di accesso devono essere numerati e devono recare le generalità dell'utilizzatore" .

Va da sè, continua Milli, che la norma di seguito impone che "le società organizzatrici devono dotarsi di moderni sistemi di emissione, distribuzione e vendita dei titoli di accesso in grado di associare a ciascun biglietto venduto o ceduto le generalità dell´acquirente o cessionario memorizzando i dati in modo sicuro e protetto". "Ma vi è di più. La violazione di detta legge - aggiunge il legale - comporta il pericolo attuale che taluno possa cedere l´abbonamento a soggetto non idoneo o non legittimato perché oggetto di Daspo o in ossequio al tanto contestato articolo 9 della legge Amato, in quanto condannato per reati da stadio con sentenza emessa nell´ultimo quinquennio. E´ molto strano che a Lecce , ove i controlli sono capillari e costanti, possa essere sfuggito una siffatta macro-falla del sistema".


"Se poi si aggiunge - conclude Milli - anche la palese violazione del recente protocollo di intesa del 21 giugno 2011 sottoscritto da tutte le leghe di calcio con il ministero Interni, il gioco è fatto. Secondo il dispositivo gli abbonamenti, compresi quelli per pacchetti di gare, potranno essere rilasciati solo ai possessori della Tessera del tifoso e che per garantire la circolarità delle tessere , tutte le società sportive dovranno essere collegate all´apposito sistema informatico di verifica dei motivi ostativi".

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