Sabato, 19 Giugno 2021
Politica

Se il grattino scade, la multa è sacrosanta. Il Comune non arretra di un centimentro

Il parere del ministero dei Trasporti, che a Palazzo Carafa è stato recapitato il 12 maggio ma che è stato diffuso solo ieri dal Codacons, spiega come l'elemento discriminante sia il concetto di sosta regolamentata. L'amministrazione si sente dalla parte del giusto

LECCE  - L’amministrazione comunale di Lecce insiste sulla sua linea e non c'è da meravigliarsi: il grattino scaduto comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa e non è una semplice inadempienza contrattuale che, invece, consentirebbe il recupero della somma dovuta e l’eventuale applicazione di una penale. Codacons, giudice di pace e prefettura se ne facciano quindi una ragione.

In un comunicato stampa, che non reca alcuna firma specifica, il Comune di Lecce fa sapere di ritenere favorevole alle proprie posizioni l’ultimo parere del ministero dei Trasporti, di cui è in possesso dal 12 maggio ma che è stato reso pubblico solo ieri dall’associazione dei consumatori che invece ritiene le conclusioni dei tecnici romani del tutto contrarie a quelle di Palazzo di Città.

Il nocciolo della questione, che segna l’elemento discriminante tra le due interpretazioni sta nel concetto di sosta regolamentata.  Recita il parere dei Trasporti: “La regolamentazione della sosta non può essere ricondotta alla sola previsione del pagamento di una tariffa ma deve essere sostenuta da misure più articolate e specifiche a punto per rispondere alle motivate esigenze di organizzazione della mobilità che ne determinano l’adozione. In tal senso, la sola tariffazione, laddove costituisca l’unica misura a se stante, non si configura quale elemento sufficiente a far ritenere la sosta regolamentata. In un contesto di misure più ampio, tuttavia, la previsione di una tariffa può costituire un ausilio alla corretta attuazione della disciplina”. Per il Codacons, ma non solo, quella  prevista a Lecce non può considerarsi sosta regolamentata (fattispecie che richiede apposita deliberazione dell'amministrazione comunale) perché l’unica condizione da rispettare è pagare, dopo di che è possibile lasciare l’auto anche ad oltranza. 

Sulla questione è intervenuto oggi Paolo Foresio, capogruppo del Partito democratico: “Basta tergiversare al solo scopo di fare cassa sulle spalle dei leccesi. Perrone e i suoi sono rimasti isolati e arroccati su una posizione che tutti contestano. Mi aspetto, quindi, che, durante il consiglio comunale in programma domani, l’amministrazione faccia su questa questione una doverosa retromarcia ristabilendo il giusto comportamento e accogliendo, finalmente, la richiesta fatta dalla minoranza a suo tempo, ma non solo, del ritorno all’avviso bonario che leverebbe le castagne dal fuoco al Comune, potendo fungere da penale per il protrarsi della sosta oltre l’orario consentito. Come andiamo ripetendo da tempo, se si fosse usato il buonsenso fin dall’inizio, si sarebbero risparmiati ai leccesi migliaia di euro di multe illegittime”.

Per domani, venerdì, è prevista la discussione di una mozione a firma del consigliere di maggioranza, Giuseppe Ripa, già assessore alla Mobilità, concernente proprio la sosta regolamentata. E di certo non mancherà la polemica.

(Al fine di fornire ai lettori gli elementi per comprendere i termini di una querelle che sta diventando oramai una barzelletta si fornisce la documentazione contente il parere del ministero e la nota interpretativa di Anci).

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