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Ammortizzatori agli sgoccioli: lavoratori di Alba Service infuriati in prefettura

Traffico bloccato e contestazioni al presidente Gabellone. I sindacati ottengono l'apertura di un tavolo tecnico con i due enti

LECCE – Sono tornati a farsi sentire sotto i portoni della prefettura di Lecce i lavoratori di Alba Service. Nelle prime ore della mattinata si sono riversati in via XXV luglio, bloccando il traffico veicolare per recarsi, poi, nell'ufficio del presidente Antonio Gabellone, oggetto di una dura contestazione: una scena già vista, sintomo di una disperazione giunta al culmine.

La vertenza dei dipendenti della società partecipata dall’ente di Palazzo dei Celestini è in un vicolo cieco: il 2017 è trascorso grazie al sussidio degli ammortizzatori sociali ma la situazione non si è sbloccata. Ora i lavoratori sono con l’acqua alla gola perché tra due mesi non potranno contare né su uno stipendio, né su altre forme di sostegno al reddito. Una vera tragedia per 120 famiglie del territorio.

Non c’è tempo da perdere, dunque, ed è per questo che i sindacati hanno chiesto a più riprese di convocare un tavolo tecnico alla presenza dei soggetti istituzionali coinvolti nelle sorti della società, perché direttamente toccati dalla legge Delrio che ha ridefinito le competenze: quindi Provincia di Lecce e Regione Puglia.

Arrivati ad oggi, e senza alcuna notizia di rilievo su incontri calendarizzati, i lavoratori sono tornati in pressing sulle istituzioni. I segretari di Cgil, Cisl, Uil e Cobas poco più tardi sono stati ricevuti dai funzionari della prefettura e non sono tornati a mani vuote: venerdì 20 ottobre, nel pomeriggio, si terrà infatti un incontro tra le parti sociali e i rappresentanti dei due enti.

“Il tavolo è convocato per discutere di un’ipotesi di soluzione occupazionale che ancora non conosciamo nel dettaglio, ma che ci verrà comunicata in quella sede” avverte Mirko Moscaggiuri della Filcams.

Cobas, per parte sua, aveva già messo sul piatto alcune proposte utili a risolvere l’impasse occupazionale. Ovvero: procedere con la mobilità dei dipendenti verso altre società partecipate dalla Provincia oppure mediante la ricapitalizzazione della società.

“Naturalmente l’impegno è richiesto anche alla Regione Puglia perché la legge Delrio assegna ad entrambi gli enti pari obblighi rispetto alla salvaguardia dei livelli occupazionali – spiega il referente Cobas, Giuseppe Mancarella -. In ogni caso, quella di oggi è stata la prima di una lunga serie di iniziative che proseguiranno fino alla fine dell’anno, e fino a che le istituzioni non provvederanno a restituire dignità lavorativa a queste persone che rimarranno prive della cassa integrazione e con oltre 20 mensilità di stipendio arretrate”.

“I tempi si stanno accorciando perché tra due mesi i lavoratori si troveranno nel buio più nero – aggiunge il sindacalista Uil, Piero Fioretti -. Il problema occupazionale rimane aperto però anche per gli assistenti sociali che potranno partecipare soltanto al bando aperto dagli Ambiti territoriali, ma senza riserva di posti perché accessibile a chiunque”.

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