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Ampliamento del parco marino, il sindaco Mellone “chiama” Gabellone

Nuova sollecitazione per la convocazione dell’assemblea del consorzio di gestione dell’area di Porto Cesareo. “Basta con gli indugi”

NARDO’ - Basta con indugi, divisioni e ritardi atavici nella procedura di ampliamento dell’area marina protetta di Porto Cesareo e Nardò con l’inclusione della zona a mare a sud del parco naturale regionale di Porto Selvaggio. L’amministrazione comunale di Nardò e il sindaco Pippi Mellone, dopo le sollecitazioni già avviate da Mino Natalizio e dal consigliere regionale Cristian Casili, muove un altro importante passo affinché l’iter ormai  in bilico da oltre dieci anni possa finalmente riprendere e concludersi positivamente garantendo l’agognato ampliamento del parco marino del litorale ionico. Il primo cittadino neretino infatti proprio  ieri ha richiesto formalmente al presidente della Provincia, Antonio Gabellone, la convocazione dell’assemblea del consorzio di gestione dell’area marina protetta di Porto Cesareo e Nardò con all’ordine del giorno la discussione dell’aggiornamento della perimetrazione dell’area marina fino al tratto di mare prospiciente il parco naturale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano.

A smuovere le acque sulla farraginosa questione burocratica, in questi giorni, ci avevano pensato Mino Natalizio, coordinatore del Parco di Portoselvaggio e Palude del Capitano che ha rivolto  un appello anche a Ferdinando Boero, docente di zoologia all’università del Salento e anche il consigliere regionale salentino Cristian Casili che ha manifestato la volontà di impegnarsi presso la Regione affinché vengano superati attriti e resistenze ancora vive tra le comunità ioniche e si possa chiudere positivamente la vicenda. Quadratura del cerchio sulla quale è deciso ad andare sino in fondo anche il sindaco Mellone.

 “Sono convinto che sia un tema non più rinviabile e ritengo sia il caso di muoverci concretamente verso il traguardo dell’ampliamento” dice il primo cittadino, “resta una stramberia che il mare di fronte a Portoselvaggio sia ancora oggi escluso dal perimetro dell’area. A parte qualche passaggio di tipo formale, è un percorso che non si è riusciti a portare a termine purtroppo per una sorta di disinteresse-interessato da parte di Porto Cesareo, che forse non riesce a comprendere quanto sia importante l’ampliamento per tutti e non solo per Nardò. Si tratta di aumentare il valore di tutta l’area, che proprio per i profili di tutela e valorizzazione non ha alcun senso legare a vincoli di campanile” aggiunge Mellone, “i territori da anni ormai lavorano in una logica di sistema e di rete, compresi quelli di Nardò e Porto Cesareo per temi come la depurazione o la progettazione. Ma al di là delle prese di posizione e delle dichiarazioni di intenti, è giunto il momento di andare in assemblea e discutere concretamente della questione. Scopriremo ufficialmente così se ci sono, a noi sconosciuti, ostacoli di tipo tecnico o normativo che bloccano l’ampliamento oppure se c’è altro”.

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