Domenica, 25 Luglio 2021
Politica

L’analisi. Il Salento è ancora con Vendola. “Arrestata” la rottamazione

Il governatore pugliese, seppur di misura, vince la sfida con Bersani: oltre al capoluogo, successi nei maggiori comuni. Il segretario Pd si prende la Grecìa e le piccole realtà. Renzi strappa Nardò e "copia" Donato Metallo

LECCE – Il Salento sorride a Nichi Vendola: i dati dello scrutinio del primo turno alle primarie del centrosinistra, che hanno portato a livello nazionale al ballottaggio tra il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, e il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, nella Provincia di Lecce sono confortanti per il governatore pugliese, che, nel resto della regione ha visto “ammaccato” il proprio consenso.

I risultati salentini “sconfessano” i ragionamenti sulla distanza da Bari, visto che Vendola, insieme al capoluogo di regione, ottiene la migliore performance elettorale proprio nel Salento, sebbene la sua vittoria si di appena un punto percentuale su Bersani: ma il dato è importante, in termini politici, per la rappresentanza sul territorio di una nomenclatura Pd molto forte, che vedeva schierati tutti i principali dirigenti del partito a favore del segretario.

Il voto a Vendola, dunque, nel Salento, ha una forte connotazione “popolare” e di opinione e, visto l’ultimo anno di governo, contrassegnato dal difficile riordino ospedaliero e da una più generale non facile gestione dell’amministrazione, non è di poco conto che, alla fine, premi il presidente in carica, seppur di misura. Un dato che se sommato a quello di Renzi conferma il non brillante momento della dirigenza del Pd salentino, fortemente minoritaria in questa porzione del territorio, al contrario di quanto accaduto, ad esempio, a Foggia, dove, invece, il risultato si è pressoché invertito.

Quanto a Renzi, l’effetto “rottamazione” almeno nel Salento si attesta ad una percentuale appena superiore al 22 per cento, tra le più basse per il sindaco di Firenze. Sorprendono, però, i successi personali raccolti dal “rottamatore” in alcune realtà del territorio: vittoria netta a Racale, con il 62 per cento dei consensi, nell’unica realtà amministrativa che probabilmente ha rappresentato con la vittoria di Donato Metallo alle scorse comunali il primo caso di “rottamazione” in salsa salentina; significativo anche il risultato di Cursi, paese natio del consigliere comunale leccese, Antonio Rotundo, volto della vecchia guardia del Pd e riscopertosi “rottamatore” a fianco di Renzi.

Il sindaco di Firenze si impone anche a Martano, comune con una buona presenza di “sinistra tradizionale” governato da un centrodestra, con molti volti giovani, e con un ex sindaco, passato alla corte del movimento Regione Salento. Di misura, ma clamorosa la vittoria maturata a Nardò, il più grosso comune del Salento, dove il sindaco Marcello Risi è stato sostenuto alle amministrative da Vendola e che personalmente oggi aveva scelto di appoggiare Bersani. Vittoria di Renzi anche a Salve e Presicce.

Il governatore Vendola, eccezion fatta per Nardò, s’impone in tutti i maggiori centri del Salento, a partire dal capoluogo, dove la sua affermazione rievoca e ribalta quanto accaduto anche alle ultime primarie per le amministrative, quando, invece, si era imposta la candidata del Pd, Loredana Capone.

Il governatore vince a Cavallino, Copertino, Corigliano, Galatina (con un sindaco Pd), Galatone (dove pure c’è un nome importante del Pd come Casilli), Gallipoli, Leverano (territorio di competenza del capogruppo provinciale Pd, Cosimo Durante), a Maglie (città dello storico rivale Raffaele Fitto), ad Otranto (paese dell’assessore regionale Dario Stefàno), Poggiardo, Ruffano, Surbo, Taviano, Tricase, Ugento e ad Uggiano La Chiesa (comune retto dall’ex vendoliano Salvatore Piconese, oggi consigliere provinciale del Pd).

Nei piccoli comuni vittoria simbolica a Botrugno ed Ortelle, mentre sorprende il successo a Campi salentina, retta da un sindaco del Pd, e tormentata dalla vicenda della chiusura dell’ospedale. Conferma a Giuggianello, luogo di competenza dell’esponente di Sel, Sonia Pellizzari.

Bersani si impone in quasi tutti i comuni medio-piccoli, prendendosi buona parte della Grecìa salentina, area dove l’influenza del segretario regionale Pd, Sergio Blasi, si fa sentire. A Melpignano, le percentuali pro Bersani sono altissime, con risultati importanti a Castrignano dei Greci, Cannole, Carpignano, Martignano, Soleto, Sternatia e Zollino, una delle realtà più di sinistra del Salento.

Successi importanti nei territori con una importante rappresentanza di partito come a Sannicola, San Cesario (paese del segretario provinciale Salvatore Capone) Taurisano e Trepuzzi. Vittorie nei territori di Rocco Palese (Acquarica del Capo) e di Antonio Gabellone (Tuglie). Tra i comuni di centrodestra, in cui si afferma Bersani, anche Muro Leccese (che dà i natali ai due big dell’Udc Salvatore Ruggeri e Salvatore Negro), Nociglia e Santa Cesarea Terme. Straripante il risultato raccolto nella piccola Sanarica, con percentuali bulgare pro segretario del Pd.

Dati veramente di rappresentanza per gli altri due candidati alla competizione, ossia Laura Puppato e Bruno Tabacci, con una curiosità: il responsabile di “Italia concreta”, raccoglie su scala provinciale l’1,1 per cento, dato maggiore rispetto a quello raccolto a Scorrano (0,7 per cento), l’unico comune con un sindaco vicino all’assessore al bilancio di Milano.

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