Politici e lavoratori a mani vuote: per la Ss 275 altra fumata nera

Una delegazione ha incontrato alcuni dirigenti della società: prende corpo l'ipotesi dell'azzeramento di tutta la gara

Foto di Biagio Ciardo.

LECCE – La delegazione salentina che ha incontrato questa mattina i dirigenti di Anas torna indietro da Roma con una sensazione netta, simile a quella che avevano avuto i rappresentanti sindacali nel vertice di due settimane addietro: la società si starebbe orientando per l’annullamento della gara per la Ss 275 e non semplicemente per la revoca in autotutela della prima aggiudicazione, quella al raggruppamento guidato da Ccc, e del successivo contratto.

Questo significherebbe azzerare tutto quanto visto, scritto e detto fino ad oggi, compreso il pronunciamento del Consiglio di Stato che nel luglio del 2014 sovvertì l’esito della gara, escludendo i primi tre in classifica a beneficio del raggruppamento Matarrese - Coedisal. Proprio un folto gruppo di lavoratori di ditte riconducibili ai “nuovi” vincitori sono partiti ieri alla volta della capitale, nel tentativo di avere risposte più precise sull’apertura del cantiere che per loro significa avere una prospettiva occupazionale. 

Ma Anas, già ieri, aveva ritenuto di dover chiarire le premesse dell’incontro odierno, comunicando che in nessun modo i lavori sarebbero cominciati entro la fine dell’anno e che la società intende agire nel rispetto delle indicazioni della magistratura amministrativa e delle risultanze dell’istruttoria dell’Autorità Anticorruzione che ha sostanzialmente registrato una sfilza di irregolarità in tutte le fasi della contorta vicenda. Ma cosa aveva detto il Consiglio di Stato? Da Palazzo Spada i giudici avevano prospettato un bivio: annullare la prima aggiudicazione e affidare i lavori al raggruppamento superstite oppure azzerare la gara con la consapevolezza di dover versare una penale di 12 milioni di euro allo stesso.

Davanti all’alternativa Anas annunciò la revoca in autotutela, ma Ccc rivolgendosi al Tar riuscì a congelare temporaneamente la situazione fino ad un nuovo pronunciamento del Consiglio di Stato. La società ha quindi deciso di avviare le procedure per l’annullamento della gara e di tutti gli atti conseguenti.

In estate è intanto iniziato un presidio dei lavoratori lungo la Ss 275, mentre molti parlamentari salentini hanno cercato di far pressioni sul governo affinché desse ad Anas indicazioni precise. La mobilitazione è stata trasversale. Della delegazione odierna facevano parte i senatori Francesco Bruni e Dario Stefano, il deputato Roberto Marti, il consigliere provinciale Renato Stabile, Biagio Ciardo in rappresentanza dei comitati pro 275 e cinque lavoratori.

“Noi vorremmo sperare diversamente – hanno dichiarato all’unisono Roberto Marti e Francesco Bruni - ma tutto lascia presagire che Anas sia indirizzata, oltre che all'annullamento dell'affidamento alle imprese a suo tempo aggiudicatarie, anche all'annullamento dell'intera procedura di gara. Un risultato amaro quello di oggi che ha lasciato intatti i problemi sul tappeto, condannando gli operai a restare senza lavoro e le popolazioni del capo di Leuca senza l’importante infrastruttura. Per questo chiederemo nei prossimi giorni al ministro delle Infrastrutture un cronoprogramma ben definito con notizie tempi certi sulle modalità e i procedimenti per avviare al più presto il cantiere della 275”.

Per l’altro deputato salentino dei Conservatori e Riformisti, Rocco Palese, è in corso il gioco delle tre carte i cui protagonisti sono “l'Anas, titolare della procedura che sta diventando la più lunga, censurata e pasticciata d'Italia, cerca evidentemente di perdere tempo così sperando, forse, che le presunte irregolarità riscontrate da Anac non siano più perseguibili e le eventuali responsabilità non possano essere ascritte a nessuno; il governo, per bocca del ministro Delrio, ha più volte ribadito in Aula alla camera di voler fare la strada e che, per farla presto e bene, avrebbe avocato a sé la procedura come fatto per Expo e Mose. Oggi, però, lo stesso ministro Delrio dice che bisogna aspettare i tempi di Anas che, a sua volta, parla di oltre un anno. Il convitato di pietra-Regione Puglia, pur essendo per metà finanziatrice dell'opera e ricevendo un danno doppio dalla mancata apertura dei cantieri - mancata spesa dei soldi e mancata realizzazione della strada - lungi dal chiamare in danno Anas, resta ferma e muta”.

Non la pensa molto diversamente il deputato del Pd, Federico Massa, che prospetta l'idea del commissariamento, come anche il centrodestra va ripetendo da tempo: “Vergogna, si tratta di una intollerabile prevaricazione delle ragioni di un territorio che non può e non deve essere penalizzato. Si faccia come si è fatto altrove; il governo attivi tutti gli strumenti disponibili; si punisca chi, in Anas non ha fatto o ha fatto male il suo lavoro; la Regione Puglia, come deliberato dal Consiglio Regionale, agisca in tutte le sedi possibili, anche chiamando Anas a rispondere dei suoi comportamenti, anche nella sede giudiziaria. L’opera deve essere realizzata, non è possibile subire passivamente una ulteriore, ingiusta penalizzazione”.

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Sulla questione è intervenuto anche il consigliere provinciale Danilo Scorrano, di Salento Bene Comune: “La risposta di oggi di Anas ai lavoratori in protesta e a quanti pensano di ricavare futuri consensi con una loro presenza strumentale al fianco degli stessi conferma quanto da me dichiarato nell'ultimo consiglio provinciale del 10 ottobre scorso. I lavori non ripartiranno per ora e nelle condizioni attuali di contenzioso e di progettazione, forse non ripartiranno mai. Il mio è stato l'unico voto contrario ad un ordine del giorno sulla statale 275, da me ritenuto inutile e superficiale che non entrava nel merito del problema non proponeva soluzioni e soprattutto non teneva conto degli ultimi avvenimenti, in primis la delibera dell' Autorità Nazionale Anticorruzione".

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