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Anche da Lecce per protestare a Montecitorio: "Più soldi, uomini e mezzi"

I vigili del fuoco pretendono di essere parificati agli altri corpi. Capoccia del Conapo: "Ci chiamano eroi, ma siamo sottopagati"

ROMA -  Anche i vigili del fuoco nel loro piccolo s'infiammano. Piccolo è l'organico, rispetto alle reali esigenze, piccola è la paga, rispetto ad alri corpi. Ed è per questo che s'infiammano, senza avere alcuna possibilità di gettare acqua per spegnere il rogo che li divora dentro. Almeno, fin quando le loro richieste non saranno esaudite.  

A Montecitorio, oggi, erano oltre 2 mila i vigili del fuoco, in divisa, a chiedere rispetto e dignità per il proprio lavoro. Fra loro, c’ea anche una folta rappresentanza del Conapo, sindacato autonomo dei vigili del fuoco di Lecce. La richiesta dei vigili, che anima la protesta (un malumore covato da temo immemore, ormai): ottenere lo  stesso trattamento retributivo e previdenziale degli altri corpi dello Stato e azzerare le 3mila carenze di organico nei ruoli operativi.

“Siamo stanchi di ricevere solo pacche sulle spalle”, ha dichiarato il segretario provinciale del sindacato Conapo, Giancarlo Capoccia. “Spesso ci chiamano eroi, ma a noi basterebbe essere trattati come tutti gli altri”. Non tutti sanno che vi sono differenze nella remunerazione dei vigili del fuoco rispetto, ad esempio, ai poliziotti. Eppure, entrambi i corpi ricadono sotto l’ombrello del ministero degli Interni.

Un vigile del fuoco ha una disparità di trattamento variabile da 300 fino addirittura a 700 euro al mese rispetto a suo un parigrado delle forze di polizia, che – a sua volta – si potrebbe tranquillamente dire che è già sottopagato, rispetto alle responsabilità e ai pericoli quotidiani.

IMG-20170219-WA0029-2Sono ampie le differenze nelle indennità di rischio: un vigile del fuoco al primo incarico percepisce circa 65 euro al mese in meno (800 euro annui) rispetto a un agente appena entrato. E un vigile del fuoco qualificato arriva a percepire anche 95 euro al mese in meno di indennità di rischio rispetto a un agente scelto. Come dire: più si sale, con l’esperienza, più il divario si apre.

Il Conapo, da par suo, ha anche chiesto il pareggiamento delle indennità per i corpi speciali, quali quello dei sommozzatori o degli elicotteristi. “Reclamiamo fatti concreti dal Governo – ha fatto sapere Capoccia –; non chiediamo privilegi ma solo parità di trattamento”. Dopo l’annuncio della manifestazione qualcosa forse si è mosso. Il ministro Marco Minniti ha dichiarato di aver trovato 50 milioni di euro da inserire nel decreto Madia. Tuttavia, i vigili del fuoco non si sono accontentati: “E’ un primo passo, ma non basta. Quei 50 milioni dovranno essere divisi con il personale del corpo che non è vigile del fuoco e che svolge solo servizio amministrativo, e che quindi percepirà aumenti superiori alla media dei loro omologhi del pubblico impiego”. Pochi soldi dunque, e da spartire tra troppe teste.

C’è poi un altro problema. In seguito ai tagli imposti dalla spending review degli ultimi anni l’età media dei pompieri è salita a 48 anni, che “comincia a diventare incompatibile con l’efficienza che serve per dare sicurezza ai cittadini”. Il problema si fa sempre più grave anche in funzione del fatto che dopo la soppressione del Corpo forestale, degli 8mila forestali solo 361 sono stati indirizzati ai vigili del fuoco. Una goccia nel mare.

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