Martedì, 21 Settembre 2021
Politica

Antenne per la telefonia, ce ne sono 200 solo in città

Di interferenze e di possibili conseguenze sulla salute dei cittadini si è discusso in commissione Ambiente. Oltre alla grande antenna di via Taranto, fari puntati sui ripetitori più piccoli

L'antenna di via Taranto.

LECCE - Sono circa duecento le antenne di telefonia mobile nella città di Lecce. Lo ha detto il dirigente dell'Azienda regionale di protezione per l'ambiente, Vito Antonio Martucci, ai componenti della commissione Ambiente del Comune di Lecce. Alla seduta, convocata dal presidente Umberto Mele, ha partecipato anche il dirigente dell'ufficio Igiene e Sanità pubblica della Asl, Alberto Fedele.

All'ordine del giorno l'esame della situazione di via Taranto dove, non è una novità, si temono le conseguenze dei campi elettromagnetici sprigionati dai ripetitori installata sulla grande antenna che "domina" tutta la zona. Le preoccupazioni dei residenti, che si sono uniti in un comunicato, sono state portate nel corso del tempo all'attenzione di tutte le istituzioni, anche a livello nazionale. Del caso si è interessato anche il parlamentare Ugo Lisi, che il 25 ottobre prese atto "delle interferenze che le emissioni elettromagnetiche generano su frigoriferi, televisori e telefonini" (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=23530).

Proprio un'interferenza avrebbe compromesso, la scorsa settimana, il funzionamento di un elettrocardiografo di un mezzo di soccorso allertato per un malore. Il medico in servizio durante l'intervento avrebbe messo nero su bianco nel referto che la strumentazione di bordo non ha funzionato correttamente a causa delle interferenze. L'episodio ha rinnovato dunque l'urgenza di chiarezza non solo sul traliccio in questione ma anche sulla selva di antenne di dimensioni molto più piccoli che servono i gestori di telefonia mobile.

Dal confronto, che ha prolungato la durata della Commissione oltre i consueti limiti, è emerso che l'Arpa non riuscirebbe a garantire i controlli che dovrebbero essere effettuati una volta all'anno, perché carente di personale. Del resto, considerato il numero di antenne, ci vorrebbero duecento giorni per testarle tutte quelle esistenti al momento.

La procedura che da il via libera alle antenne di telefonia, prevede la presentazione dell'istanza al Comune e il parere favorevole dell'Arpa, entro 30 giorni. Tocca al Comune, nei 60 giorni successivi alla ricezione del parere (favorevole) dell'Arpa, comunicare l'autorizzazione all'attivazione dell'impianto; cosa che avviene comunque, per il principio del silenzio-assenso, se entro tre mesi il Comune non agisce.

Il presidente Mele ha sollecitato l'istituzione di un coordinamento permanente tra amministrazione, Asl e Arpa per evitare che la debolezza della "filiera" di autorizzazione e controlli successivi abbia conseguenze sulla salute dei cittadini; inoltre ha chiesto agli uffici competenti l'inventario degli impianti esistenti. Per il futuro, ha fatto capire Mele, ci potrebbe essere la redazione di un piano programmatico delle installazioni, in modo che ci siano dei vincoli precisi alla giungla di antenne che spuntano sopra le teste dei leccesi.

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