Violenza sulle donne. Giornata mondiale delle bambine e delle ragazze

Una riflessione di Antonella Vincenti esponente del ccordinamento donne democratiche di Puglia

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

 

Domani si celebra la prima giornata mondiale delle bambine e delle ragazze voluta dall'ONU. In Italia e nel Mondo e in tutti quei paesi che vi hanno aderito i monumenti saranno illuminati da una luce rosa. Ma ancora oggi il percorso a ostacoli delle donne e' gia' segnato prima di nascere e a Bari succede anche che una donna viene uccisa nella notte. In casa. Cioe', tra le quattro mura ritenute le piu' sicure. Quelle dove dovresti trovare abbracci e non braccia assassine. Ma per Anna Costanzo, uccisa a San Girolamo l'11 luglio del 2009 e nota come la truccatrice del Petruzzelli, non e' stato cosi'.

Cinzia Capano (parlamentare del Pd) ha detto bene: "Vedo un ritorno ai tempi bui le associazioni femminili si mobilitino". E io aggiungo che ci si sente impotenti di fronte a certi argomenti. Argomenti che devono occupare il primo posto nell'agenda politica del Pd, ma non solo. Certe cose non possono proprio piu' accadere o essere rimandate. E non basta la mobilitazione delle associazioni femminili.

Su richiesta della difesa del presunto assassino, la Corte di Assise di Appello di Bari ha escluso l'aggravante della crudelta', cosi' come contestato dall'accusa e riconosciuto in primo grado nel processo con rito abbreviato. E allora mi domando: cosa e' crudele. E soprattutto, c'e' qualcosa di piu' crudele di un omicidio di una donna alla quale metti a soqquadro la camera da letto per presentarla all'opinione pubblica come una di facili costumi? Qual e' il limite della crudelta'. Quando inizia e dove finisce?
Il corpo delle donne , ancora oggi, viene considerato mera merce di scambio in certe culture, assoggettato a forme di schiavitu' o di violenza urbana. E i diritti delle donne, nel 2012, rimangono solo sulla carta. Tutti pronti a mettere giu' parole su parole dopo le quali i fatti non arrivano mai.

Ecco, i fatti. E' a questo che bisogna tendere.
Io capisco lo sdegno dei familiari di Anna Costanzo. Perche' quando leggo storie simili o ne vengo a conoscenza con il passaparola, penso sempre che potrebbero accadere a me, alla mia famiglia, alla mia migliore amica. Ed e' questo l'approccio con il quale forse si dovrebbe procedere per stendere le basi del vero cambiamento. L'orco non colpisce solo la famiglia della porta accanto. Orco lo diventiamo tutti noi quando pigrizia, miopia, distrazione prendono il sopravvento sulle battaglie che si dovrebbero portare in Parlamento e poi per strada per cambiare le regole per davvero

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