Domenica, 25 Luglio 2021
Politica

Al voto. Antonio Capone: "Nessun compenso per chi amministra"

Già amministratore comunale, ha preso le distanze dal centrodestra e ha creato una lista civica, "Verso Lecce", della quale è candidato sindaco: "Dare ancora fiducia a chi ha portato Lecce sul baratro, significa esserne complici"

 

LECCE - Antonio Capone è il candidato  a sindaco della lista civica "Verso Lecce". Già amministratore comunale con Adriana Poli Bortone, ha preso le distanze dal centrodestra cittadino rivendicando un percorso autonomo. 
 
Ultimi giorni di campagna elettorale. Quali sensazioni al termine di un mese “ad alta velocità”?
 
"Questa è una città in campagna elettorale da molti mesi, se non addirittura da qualche anno, da quando, cioè, Paolo Perrone e Adriana Poli Bortone hanno prima litigato, portando la città sull’orlo del caos amministrativo e poi hanno fatto pace all’ombra del dissesto finanziario, a testimonianza che quanto dicevamo noi circa la corresponsabilità sui debiti in cui versa il Comune era qualcosa che corrispondeva al vero. Se Perrone e la Poli fossero stati realmente antitetici, non si sarebbero riappacificati. Evidente sono la faccia diversa della stessa medaglia, una medaglia in cui sono rappresentati arroganza e una buona dose di incompetenza. Noi siamo in campagna elettorale da quando abbiamo deciso di smascherare quell’imbroglio e ogni giorno il contatto con i cittadini è stato sempre più avvincente".
 
L’unico risultato che conta, alla fine, è quello delle urne. Che risultato vi aspettate?
 
"Sicuramente la nostra non è una corazzata dal punto di vista nei nomi e delle risorse messe in campo. Si tratta di un gruppo di giovani che hanno scelto di scegliere, che hanno scelto di dire basta all’arroganza del potere che sta soffocando la nostra città. Il risultato è, come sempre, nelle mani degli elettori, ma siamo convinti che il risultato elettorale non è tutto. Per governare bene bisogna avere la stima dei cittadini, la loro fiducia. Governare essendo considerati incompetenti non è facile e spesso questa amministrazione è stata sull’orlo di cadere proprio per la mancanza di fiducia da parte dei leccesi, malgrado avesse una maggioranza quasi bulgara sui cui contare".
 
La crisi economica e i tagli nei trasferimenti impongono agli amministratori di agire con poche risorse. Come si fa a garantire servizi ed efficienza?
 
"Amministrare in questo periodo non è certamente facile, ma è ancora più difficile farlo dilapidando il denaro pubblico con incarichi e inutili consulenze da distribuire a qualche amico. Noi abbiamo indicato la strada del rigore, morale ed economico. Al primo punto del nostro programma elettorale è previsto che consiglieri, assessori e sindaco non debbano percepire alcun compenso, ma devono svolgere gratuitamente il proprio impegno politico. Guai se dovesse passare, anche a livello locale, l’immagine che a Roma stanno dando i partiti politici che continuano a fruire di milioni di finanziamento pubblico solo per mantenere la casta, mentre la classe produttiva di questo Paese non ha nemmeno i soldi da investire nelle proprie aziende per consentire loro di andare avanti. I risparmi che se ne avrebbero, mi creda, non sono affatto una goccia nell’oceano come dice falsamente qualcuno. Sono un bel gruzzolo da poter investire altrove".
 
Al di là dell’orientamento politico, l’opinione pubblica chiede sobrietà. Una proposta concreta da attuare subito.
 
"L’ho appena citato: chi fa politica deve rinunciare a ogni forma di pubblico compenso. Già questo creerebbe una selezione in positivo della classe politica, poiché tutti quelli che la vogliono percorrere per garantirsi uno stipendio che non riescono a sudarsi e guadagnarsi altrove, farebbero un passo indietro".
 
Faccia un appello ai cittadini di Lecce.
 
"Ai leccesi sto dicendo in queste settimane che se per davvero sono stanchi di questa cattiva amministrazione, se davvero pensano che si possa governare meglio una città d’arte e di cultura come Lecce, se per davvero credono nelle necessità di una classe politica più libera e trasparente, questa volta lo possono fare. Adesso è giunto il momento di cambiare. Consegnare per altri cinque anni la città nelle mani di chi la portata sull’orlo del baratro, significherebbe un po’ esserne complici".
 
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