Inizia il nuovo corso per Masseria Ghermi. Aperto il centro di accoglienza

Destinato a persone senza fissa dimora, apparteneva al boss Angelo Vincenti. Fa parte del patrimonio del Comune sin dal 1998

LECCE – Ha aperto finalmente i battenti il centro di accoglienza per persone senza fissa dimora presso Masseria Ghermi, immobile sequestrato alla criminalità organizzata e acquisito al patrimonio indisponibile del Comune di Lecce.

La struttura è stata realizzata con i fondi del Pon Sicurezza 2007-2013 e può accogliere fino a 25 persone. Per i primi tre mesi sarà gestita dalla Comunità Emmanuel che potrà contare anche sulla collaborazione della polizia ferroviaria. Successivamente è previsto l’affidamento a una comunità di ex detenuti, sotto la supervisione di personale specializzato come assistenti sociali e psicologi.

“Siamo contenti di rispondere all'appello del Comune – ha affermato padre Mario Marafioti, fondatore della Comunità Emmanuel –. E' l'ultima delle frontiere dell'accoglienza nelle quali lottiamo da 35 anni per dare un sorriso a chi non ce l'ha più. In questa struttura coinvolgeremo tutte le forme di povertà del territorio”. L'immobile è stato benedetto da don Attilio Mesagne, direttore della Caritas di Lecce.

Alla cerimonia hanno preso parte anche l'assessore ai Servizi Sociali, Nunzia Brandi, il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Gaetano Messuti, il dirigente del settore Servizi Sociali del Comune di Lecce, Annamaria Perulli e il dirigente  del settore Edilizia Scolastica, Maurizio Guido. 

La struttura.

Sorge nei pressi di via Adriatica, tra Lecce e Surbo. Non si tratta in realtà di una vera e propria masseria, ma di tre corpi di fabbrica e di un terreno di circa 30mila metri quadrati. Era di proprietà di Angelo Vincenti, esponente di spicco della Sacra Corona Unita, considerato il mandante dell’attentato sulla linea ferroviaria alle porte di Lecce del 5 gennaio 1992: un ordigno esplose poco dopo il passaggio del treno per Zurigo, con più di 700 passeggeri a bordo. Vi si producevano mattoni forati.

E’ di proprietà comunale sin dal 1998: un primo progetto prevedeva la realizzazione di un campo attrezzato per la comunità rom, ma l’opposizione del Comune di Surbo, nel cui territorio ricade il lotto, fece tramontare quell’ipotesi. Il centro è dotato di cinque stanze da quattro letti e tre singole ed è destinato ad accogliere, per un massimo di tre mesi, persona senza fissa dimora ma con carattere di stanzialità.

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