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Apertura della Regione Puglia su Sanitaservice. Usb: “Non basta”

I sindacati hanno ribadito la necessità di portare i dipendenti leccesi al full time e di mantenere all'interno i servizi di manutenzione del verde e di gestione informatica. Disponibilità dell'assessore Pentassuglia a valutare. Nuovo incontro a settembre

LECCE – La vertenza dei dipendenti di Sanitaservice Lecce non si sblocca alla luce del nuovo incontro regionale, foriero di buone notizie, sì, ma privo di un immediato risvolto concreto. Si è tenuto ieri, infatti, un vertice presso la sede dell’assessorato regionale alla Salute cui hanno partecipato le organizzazioni sindacali, il neo assessore al ramo, Donato Pentassuglia, i direttori generali di tutte le Asl pugliesi e gli amministratori unici delle società in house.

L’Unione sindacale di base, capofila di una dura protesta che ha portato all’occupazione della sede della direzione generale della Asl a Lecce, ha ribadito le sue ragioni. A cominciare dalla richiesta di modificare  le  linee guida regionali in tema di sanità, approvate lo scorso 3 dicembre, che rischiano di mettere a repentaglio l’intero percorso che, partendo dalle internalizzazioni, ha portato alla costituzione delle varie Sanitaservice. Lasciando fuori dalle stesse, in particolare, i servizi di manutenzione del verde e gestione del servizio informatico.  

In base alle direttive di Bari, infatti,  dal 1° gennaio 2015 entrambi i servizi dovrebbero essere affidati nuovamente a ditte esterne, mediante apposite gare d’appalto.  “Una vera beffa per i lavoratori già assunti e per l’intera comunità regionale che, mediante l’internalizzazione, ha ottenuto un risparmio economico  pari ad oltre un milione e 700 mila euro l'anno”, ribadisce Gianni Palazzo di Usb.

I sindacalisti di Usb hanno chiesto provocatoriamente all’assessore “se, in tempo di crisi, il governo regionale voglia privarsi di questi risparmi, facendo retromarcia sulle internalizzazioni, oppure non sia più semplice modificare le linee guida”. E, nel caso in cui questa volontà venisse a mancare, Usb annuncia che correrà ai ripari “per spiegare ai quattro milioni di cittadini pugliesi tali scelte scellerate”.

Anche per quanto riguarda l’aumento del monte ore, fino al full time, i dipendenti non sono disposti ad arretrare di un solo passo. Al termine della riunione si è deciso di convocare, nella prima settimana di settembre, un ‘tavolo tecnico’ finalizzato alla discussione delle modifiche da apportare alle linee guida e che diverranno oggetto di un’apposita delibera dell’assessorato da sottoporre al vaglio della giunta regionale.

Per quanto riguarda, in particolare, l’ipotesi di aumento del monte ore, Pentassuglia ha inizialmente proposto un aumento graduale, a scaglioni da settembre a gennaio 2015. La proposta è stata però rigettata da Usb che ha insistito sulla possibilità, già concreta, di portare i 500 ausiliari fino al tempo pieno, senza chiedere ulteriori finanziamenti né alla Asl né al parlamentino di via Capruzzi, ma affidando a Sanitaservice servizi aggiuntivi che comunque l’azienda sanitaria deve assicurare ai cittadini del territorio leccese.

Su questo punto è stata concordato un possibile nuovo incontro con l’assessore già verso la metà della prossima settimana, finalizzato ad entrare nel merito della proposta.  Nonostante l’apertura dimostrata dalla Regione, però, Usb avvisa chiaramente che se le risposte saranno elusive ed insoddisfacenti, si passerà alle maniere forti, con la possibile proclamazione di uno sciopero a carattere regionale.

Sulla vertenza si è espresso anche il vicepresidente vicario del gruppo Pdl/FI alla Regione Puglia, Saverio Congedo: “Le vicende che oggi investono Sanitaservice sembrerebbero confermare le perplessità, tuttora esistenti, sul complesso dell’operazione in termini concreti di costi per la sanità pugliese, di efficienza dei servizi e di convenienza per gli stessi lavoratori. Ciononostante, oggi non possono essere ignorate le legittime istanze di lavoratori e sindacati in merito alla salvaguardia dei livelli occupazionali ed a trattamenti economici dignitosi”.

Congedo ha voluto rivolgere all’assessore Pentassuglia una raccomandazione: che le scelte del governo regionale non prescindano da almeno dai due obiettivi della salvaguardia di tutti i posti lavoro e che i contratti garantiscano retribuzioni non al di sotto delle condizioni di sopravvivenza.

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