Mercoledì, 4 Agosto 2021
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Lavanolo, vecchie ditte al servizio della Asl. Fsi: “Violazioni e danno erariale”

Nonostante l'aggiudicazione di una nuova gara bandita nel 2011 da parte della società Lavit, il servizio sarebbe ancora affidato alle due ditte vincitrici del 2007. Fsi: "La Asl con questi ritardi ha violato la legge e continua a creare un danno erariale"

La Asl di Lecce (Foto di repertorio)

LECCE - All’interno della Asl di Lecce,  il servizio di lavanolo (ovvero di lavaggio e noleggio della biancheria ospedaliera) è stato appaltato nel 1997, per la durata di quattro anni, ma continua ad essere gestito  dalle medesime aziende appaltatrici. La situazione è rimasta praticamente immutata, quindi, nonostante a fine ottobre del 2013 (con delibera 1785) si stata espletata un’altra gara, regolarmente aggiudicata da una nuova ditta.

La denuncia arriva dal sindacato Fsi che chiese conto di ciò già nel lontano giugno 2009: “Con una nota chiedemmo all’allora direttore generale della Asl come mai il servizio di lavanolo continuasse ad essere erogato dalle ditte del 1997 – racconta il segretario Dario Cagnazzo -. Il nostro sindacato denunciò l’illegittima situazione in cui versavano i lavoratori interessati, stressati a causa della precarietà e dell’incertezza della loro condizione dovuta, appunto, alla mancata indizione di una nuova gara e quindi della legittimazione della continuità del servizio”.

“Qualche mese più tardi  (ottobre 2009), quando i termini erano abbondantemente scaduti e dietro ripetute sollecitazioni, la dirigente dell’area gestione del patrimonio, Anna Rita Dell’Anna, ci comunicò  che il 29 aprile del 2008, con delibera del commissario straordinario numero 1123, la Asl  aveva indetto gara, mediante procedura ristretta, per l’affidamento  del servizio di lavaggio con noleggio e guardaroba di biancheria piana e confezionata presso gli stabilimenti ospedalieri, distretti e dipartimenti dell’azienda sanitaria locale Lecce, prorogando i contratti scaduti fino all’aggiudicazione ed attivazione del nuovo servizio – prosegue il sindacato - . Il 29 gennaio l’Asl  aveva anche provveduto alla pubblicazione del bando di gara  sulla Guce. Ma, a distanza di 6 mesi dalla scadenza della presentazione delle domande di partecipazione, l’ amministrazione stava ancora valutando le richieste di chiarimenti sulla documentazione  di gara presentata da alcune ditte partecipanti”.

Secondo il sindacato questi ritardi nell’espletamento della nuova gara sono in netta violazione  con l’articolo 23 della legge 18 aprile 2005, numero 62, secondo il quale “i contratti  per acquisti e forniture di beni e servizi, già scaduti o che vengano a scadere nei sei mesi successivi alla data di entrata in vigore della presente legge, possono essere prorogati per il tempo necessario alla stipula dei nuovi contratti a seguito di espletamento di gare ad evidenza pubblica a condizione che la proroga non superi comunque i sei mesi e che il bando di gara venga pubblicato entro e non oltre novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge”. Anche in presenza di indizione di nuova gara di appalto, la proroga non può essere superiore a 6 mesi.

Soltanto nell’ aprile 2011 la Asl ha pubblicato il nuovo bando di gara, la cui procedura terminerà dopo più di due anni con l’aggiudicazione alla società cooperativa Lavit di Foggia che, stando alle informazioni sindacali, ha vinto l’appalto con  oltre un milione di euro di ribasso.

Nonostante  la delibera di assegnazione alla Lavit, però, il servizio continua ad essere svolto dalle ditte precedenti e, precisamente, dalla Servizi Ospedalieri spa e dalla Adapta (ex Lavin). Quest’ultima, a detta di Fsi,  non starebbe garantendo il servizio in modo ottimale, perché “fa mancare il materiale necessario e non garantisce le unità lavorative previste dall’appalto, obbligando i lavoratori ad andare a coprire le eventuali assenze dei colleghi nei vari presidi ospedalieri”. Questa ditta si sarebbe resa responsabile anche di un illegittimo trasferimento di una unità dal presidio di Gagliano a Bari, “senza sostituire la lavoratrice con un’altra, per il fatto di aver denunciato alle autorità competenti delle violazioni e delle irregolarità da parte di Adapta nell’espletamento del servizio”.

Alle violazioni di legge individuate da Fsi si sommerebbe anche il presunto “danno erariale” che la Asl starebbe perpetrando, “perché continua a far svolgere il servizio alle ditte precedenti e si trova a pagare una somma maggiore rispetto a quella risultante dalla delibera di assegnazione della nuova gara.

“A tali violazioni – concludono i sindacalisti Fsi - si deve aggiungere  la situazione di incertezza che vivono sia i lavoratori interessati che la stessa ditta aggiudicataria dell’appalto: società che, a causa di questa fase transitoria palesemente illegittima ed illegale di incertezza che dura ormai da molti anni , non può predisporre  un piano di eventuali investimenti  e di programmazione del lavoro, a scapito dello stesso servizio e dipendenti che da anni aspettano inutilmente un miglioramento della loro precaria condizione lavorativa”. 

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