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“Nessuno spazio per la festa di Casa Pound Italia”. Appello al sindaco Perrone

Dal 5 al 7 di settembre è previsto il raduno annuale del movimento politico accusato di neofascismo. Esponenti politici, sindacali, attivisti di associazioni e operatori culturali hanno chiesto al primo cittadino di prendere posizione

LECCE – Casa Pound è un movimento xenofobo, violento ed eversivo e non deve beneficiare di alcuna concessione di spazi pubblici. Ci sono una quarantina di firme in calce ad una richiesta che è stata indirizzata al sindaco di Lecce, Paolo Perrone, in previsione del raduno nazionale dell’organizzazione previsto per il 5, 6 e 7 di settembre.

Son di docenti universitari, sindacalisti, attivisti di associazioni, studenti, esponenti politici ed operatori culturali. Tutti a dire no alla festa di nazionale di Cpi (Casa Pound Italia): “Dal 2002 ad oggi – si legge in un passaggio del documento inoltrato a Palazzo Carafa - l’organizzazione dei ‘fascisti del nuovo millennio’ ha implementato le proprie attività raggranellando sostenitori e socializzando exploit violenti. Mimetizzati, sono scesi nelle strade intercettando strati sociali diversi, aiutati dall’indifferenza imperante. Negli ultimi anni la spirale di violenza di matrice fascista cresce esponenzialmente su tutto il territorio italiano, nelle piccole come nelle grandi città. Dal 2008 al 2010 nella sola capitale gli episodi di aggressioni violente a militanti ed esponenti di associazioni di sinistra o dei diritti del popolo Lgbt (lesbo, gay, bisex, transgender) sono 250”.

“Il nucleo del fascismo – prosegue l’appello - è l’odio indiscriminato per tutto ciò che è altro da sé. E’ quello stesso fascismo che parla di sicurezza delle strade e organizza corsi di difesa che in realtà sono corsi di iniziazione alle armi e alla violenza (non si è mai vista l’autodifesa con coltelli e mazze ferrate). E’ quello stesso fascismo che arma le mani e le teste di chi vede nell’autodeterminazione di donne, gay, lesbiche, trans, nell’esistenza di altre culture (rom, rumeni oggi, musulmani, albanesi ieri) un nemico e un capro espiatorio; è quello stesso fascismo che su vari territori è fortemente sospettato di instaurare legami con clan mafiosi”.

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