L'appello al voto: "Una scelta semplice, tra cambiamento e continuità"

Il segretario cittadino del Pd a pochi giorni dal ballottaggio interviene a sostegno di Carlo Salvemini: "La politica al servizio della comunità"

Fabrizio Marra nella foto di Claudia De Blasi.

LECCE – Il segretario cittadino del Partito Democratico, Fabrizio Marra, interviene a pochi giorni dal ballottaggio con un appello al voto tutto incentrato sull’alternativa tra cambiamento e continuità.

Carlo Salvemini interpreta sicuramente un’idea diversa di città e di intendere la politica come servizio ad una comunità, non come occupazione delle istituzioni da utilizzare per concedere ciò che dovrebbe essere dato a prescindere, ossia amministrare in nome dell’interesse pubblico. Questo vuol dire essere di sinistra?

Rispettare le persone, chiudere una buca o tante buche disseminate per tutte le arterie stradali del capoluogo salentino, pubblicare le graduatorie delle case popolari, uscendo dalla logica volutamente emergenziale. Creare un maggior numero di posti negli asili comunali, rispettare gli operatori commerciali, sapendo che dietro una piccola impresa, c’è una famiglia, non chiedendo nulla in cambio, creare servizi di trasporto pubblico efficienti. Dare un po’ di attenzione alle marine leccesi al collasso, valorizzare le periferie. Tutto questo vuol dire essere di sinistra, o fare una politica di sinistra? Chi invece, in tutti questi anni ha fatto esattamente l’opposto, con prepotenza, superbia, arroganza ed indifferenza, ha fatto una politica di destra?

Io credo che esistano persone che amministrano e cittadini e comunità da amministrare e che una buca non sia né di destra né di sinistra, ma sia solo una buca da chiudere per evitare che un figlio con una bicicletta o con uno scooter ci finisca dentro. Un figlio né di destra né di sinistra, ma solo un figlio, che potrebbe essere quello di tutti noi. Ecco, dalla metafora della buca, si comprende come questa città abbia bisogno di cambiamento e non di conservazione nei modi di fare, ma anche nel merito di come amministrare. Occorre qualcuno che chiuda non solo idealmente quella buca.

Se ad aiutare Carlo Salvemini ci sarà al suo fianco Alessandro Delli Noci con i suoi amici, non vedo né tradimenti né scandali al sole. Vorrà dire solo che avremo due braccia, tante braccia in più, per chiudere quella buca. Il fatto che ci sia nel movimento civico di Delli Noci tanta gente che proviene con la propria dignità da un’esperienza di centrodestra, testimonia solo la presa d’atto del fallimento di un modo di governare, la cui mediocrità è sotto gli occhi di tutti e la volontà, anche per chi ha contribuito in passato alla vittoria delle amministrazioni uscenti, di cambiamento sul merito delle scelte e delle proposte di governo.

Vi è poi un altro tema, che io ritengo doveroso non eludere: quello di Michele Emiliano. Da giorni sento ripetere come un disco rotto il nome del presidente della Regione Puglia. È una vera ossessione per Giliberti e i suoi, come se Emiliano da Bari avesse poteri sovrannaturali e con la sola imposizione delle mani riuscisse a modificare i flussi elettorali nel capoluogo salentino. Siamo alle comiche, alla disperazione.

Emiliano e la Regione Puglia da lui presieduta ricordo essere la stessa persona e lo stesso ente, che ha erogato a Lecce finanziamenti per decine e centinaia di milioni di euro, in osservanza di un perfetto fair play, poiché i rapporti tra istituzioni non hanno colore politico.

Va ricordato ai leccesi e a chi monta ad arte polemiche che quei flussi di denaro pubblico hanno permesso la ristrutturazione e il restauro di importantissime opere pubbliche nella città di Lecce, molte delle quali inaugurate proprio nel periodo pre-elettorale dall’amministrazione uscente, facendo lavorare tante ditte e tanta manovalanza anche e soprattutto locale. Questo Michele Emiliano è lo stesso che viene oggi demonizzato dal centrodestra leccese, come l’artefice occulto non si capisce bene di quale fantomatico complotto.

Io auguro a Carlo, quando sarà primo cittadino di essere sindaco come lo è stato Michele per dieci anni a Bari, cambiando il volto di quella citta, migliorandola, con coraggio e facendo si che del capoluogo di regione non si parlasse più come di una città di destra, ma come di una città che è se stessa e  basta.

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Ecco, ridiamo Lecce ai leccesi, puntando sul cambiamento, non sulla continuità, rappresentata da Mauro Giliberti a fare da facciata a tutto quello che in questi anni si è sentito e si è fatto a Lecce e che solo chi non vive in questa città può ignorare.  Se Carlo Salvemini da sindaco sbaglierà, anche lui verrà giudicato dai suoi concittadini alle prossime elezioni comunali.  Però, consentitemi di dire, che per fare peggio di così è davvero difficile.

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