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Attento al territorio e concreto: con Stefano prosegue il cambiamento della Puglia

In vista del voto di domani, Renato Vernaleone, responsabile del circolo leccese di Sel, argomenta le motivazioni del suo convinto appoggio all'ex assessore alle Risorse agroalimentari e oggi senatore: "Persona leale, concreta ed affidabile"

LECCE - Quando mi chiedono perché sostengo Dario Stefano come candidato presidente di questa regione, devo premettere che questa mia scelta va ben oltre le indicazioni condivise dal mio partito e da Nichi Vendola in primis. Proverò a spiegarne le ragioni.

Io penso che un elettore del centrosinistra chiamato ad esprimere il proprio voto sulla scelta del candidato al quale affidare la responsabilità dei prossimi cinque anni di governo della nostra regione, non possa prescindere dal giudizio complessivo su una lunga stagione, iniziata nel 2005, e che sta per concludersi. La preoccupazione di tanti di attribuire alle primarie di domenica il significato di un referendum pro o contro l’esperienza di governo di Nichi Vendola non mi appartiene.

Anzi, per dirla tutta, è mio auspicio che questo possa rappresentare il presupposto per orientare le scelte degli elettori pugliesi. Con questo non intendo asserire che in questi dieci anni non siano stati commessi degli errori, alcuni dei quali riguardano molto da vicino la vita stessa di intere comunità o la qualità di servizi e beni di primaria importanza, né che non vi siano spazi di crescita o di miglioramento ancora possibili. Tuttavia, così come si può desumere dall’osservazione delle foto nei trattamenti estetici prima e dopo la cura, mi pare evidente come l’immagine della Puglia che ci viene restituita oggi, sia di gran lunga migliore di quella consegnata nelle mani della giunta Vendola dall’ex governatore Raffaele Fitto. Qualcosa, più di qualcosa, ha ben funzionato ed è opportuno che lo si riconosca con consapevolezza e responsabilità.

Alla consapevolezza e alla responsabilità di ognuno di noi è affidato oggi il compito di decidere se continuare e rilanciare questa esperienza o, al contrario, cambiarne i princìpi, le linee guida e i valori e sancirne il suo epilogo. Chi ha avuto modo di seguire questa campagna elettorale, ha certamente colto le differenze di vedute espresse, nel merito, dai tre candidati. Dario Stefano ha rivendicato con grande forza e chiarezza, ancor prima della sua investitura, il progetto politico e amministrativo avviato nel 2005, di cui è stato protagonista da consigliere prima e da assessore alle Risorse agroalimentari poi,  garantendo tutto il suo impegno nell’azione di rilancio e di compimento dello stesso.

Non altrettanto hanno fatto i due candidati espressione del Pd, chi sottolineandone pregi o difetti a giorni alterni, sospeso tra opportunità e opportunismi, chi lanciando forti segnali di discontinuità e di contrapposizione nei confronti del presidente Vendola. Al punto di ricercare al di fuori della coalizione di centrosinistra accordi e consensi per irrobustire la propria candidatura. Credo, inoltre, che a Dario Stefano vada riconosciuto il merito di aver invertito la rotta di un settore produttivo fondamentale per il nostro territorio, trasformando l’intero comparto agroalimentare, che sembrava ormai avviato verso un graduale ma inesorabile processo di dismissione, nel principale volano della economia regionale degli ultimi anni e in un brand di eccellenza capace di restituire dignità e nuove energie alle tradizioni e alla storia della nostra terra.

Da presidente della Giunta per le elezioni del Senato, poi, ha dato un grande esempio di serietà, versatilità e capacità di giudizio. La sua campagna elettorale, più di ogni altra, è stata dedicata ai temi più concreti e alle proposte più convincenti per confermare in Puglia un modello di sviluppo e di crescita rispettoso delle risorse e delle peculiarità del territorio. Dario è persona leale, concreta ed affidabile e noi lo voteremo con convinzione e grande fiducia.                        

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