Sabato, 20 Luglio 2024
L’insediamento e i propositi

Applausi e lacrime a Palazzo Carafa: Adriana Poli Bortone proclamata sindaco della città

La cerimonia nel pomeriggio nell’aula consiliare. Il presidente dell'Ufficio centrale elettorale ha consegnato la fascia tricolore e ufficializzato la nomina dopo il responso delle urne. “Sarò un sindaco vero, la città non è divisa. Sinergia per aiutare i poveri e la Regione sia imparziale”

LECCE – Prima il ritorno, pressoché informale, del giorno precedente, per salutare e stringere le mani al personale dipendente e per riprendere confidenza con la stanza del sindaco che l’ha vista insediata per due mandati. E oggi l’entrata trionfale, con uno scroscìo di applausi ridondanti, e con molta emozione trattenuta a stento, per ricevere l’investitura ufficiale, nell’aula consiliare di Palazzo Carafa, per la proclamazione e per indossare nuovamente la fascia tricolore.

Sono da poco passate le 15 del pomeriggio del 27 giugno e Adriana Poli Bortone è, a tutti gli effetti di legge, il nuovo primo cittadino della città di Lecce, dopo la vittoria al ballottaggio di lunedì contro l’uscente Carlo Salvemini.

E’ stato il presidente dell'Ufficio centrale elettorale di Lecce, Francesco Ottaviano, a formalizzare il conferimento del nuovo mandato: “accertato che tra i due candidati alla carica di sindaco ammessi al turno di ballottaggio, la candidata Adriana Poli Bortone ha riportato il maggior numero di voti validi, cioè 23.780, la stessa candidata alla carica è proclamata sindaco della città di Lecce”.

Dallo scranno più alto della sala, contornato da fiori e girasoli bene auguranti, visibilmente emozionata la neo sindaca ha tenuto il suo breve discorso di insediamento e di ringraziamento, procedendo per lo più a braccio. “Non ho preparato nessun discorso, non sapevo in quanti eravate, ma vedo che siete tantissimi e vi ringrazio di cuore” ha esordito Adriana Poli Bortone, che si è rivolta da subito a porgere i suoi ringraziamenti all’arcivescovo monsignor Michele Seccia, presente in aula.

La neo sindaca ha rimarcato la volontà di istituire un rapporto costruttivo e sinergico tra tutta l’amministrazione comunale, la comunità cittadina e locale e anche la stessa “nostra” Chiesa che costituisce l’antenna che intercetta le situazioni di criticità e povertà che sono presenti nella città.

IMG-20240627-WA0024

“Voglio rassicurare il nostro arcivescovo, che nei giorni scorsi aveva sollecitato noi candidati alla guida della città a volgere uno sguardo e un impegno concreto verso le periferie e verso le persone più povere e bisognose, che saremo pronti come amministrazione a fare del nostro meglio perché è un impegno umano e doveroso stare vicino alle esigenze delle vecchie e  nuove povertà che si affacciano e alle difficoltà, ed ascoltare la voce sofferente dei giovani, ma anche dei tanti anziani che stanno aumentando in maniera esponenziale nella nostra città, rappresentando il 60 per cento della popolazione leccese”.

Da qui le linee di indirizzo che si muoveranno non solo nelle pieghe dell’Ambito sociale di zona, ma così come annunciato dal sindaco Poli Bortone, implementando le azioni preventive e di ricerca di fondi specifici, sfruttando le misure del Pnrr e soprattutto puntando ad innalzare le opportunità occupazionali e la creazione di nuove occasioni di economia possibile e sostenibile, che creino condizioni di lavoro concreto per i giovani, salvaguardando gli antichi mestieri da un lato, e con una visione sulle nuove professioni, dall'altro.

Non sono mancati gli appelli, per favorire la crescita territoriale, ai vari enti istituzionali, dall’Università a Confindustria, agli organi professionali e via discorrendo, puntando anche alle relazioni per favorire il sostegno al Mezzogiorno con capacità progettuali utili da sottoporre alle valutazioni di Governo ed enti regionali.

“Ho la consapevolezza di volere essere il sindaco di tutti, indistintamente. E a tal proposito vorrei invitare la stampa a non insistere sul concetto di una città divisa. Lecce non è divisa, è una città democratica che ha scelto sinceramente da chi essere amministrata e quindi il suo destino”.

Senza titolo2-3

“Da sindaco avverto il dovere di creare le condizioni perché la città cresca in tutti i modi possibili, relazionandomi con le istituzioni a tutti i livelli, territoriali e nazionali” ha aggiunto nel suo discorso la neo sindaca, “ma ho anche il dovere di creare una nuova classe dirigente vicina al mio modo di sentire, ai miei valori di riferimento. Il che non significa che non avverta il dovere ed il sentimento sincero di essere il sindaco di tutta la città. Sono caparbia, me lo hanno sempre riconosciuto, e mi piace andare sino in fondo. Ma nei limiti esclusivi della legittimità”.

Ampia apertura quella espressa da Adriana Poli Bortone anche al concetto di rispetto istituzionale e politico verso le opposizioni. Con il dovere di “far funzionare le commissioni di controllo e garanzia”, per garantire, a suo dire, un cambio di rotta su quanto avvenuto sino ad ora quando “la commissione di controllo dell’opposizione uscente non ha avuto lo spazio doveroso”.

L’attività “frenetica” dell’amministrazione comunale partirà subito, ha garantito Adriana Poli Bortone, facendo leva sulla sinergia con i dipendenti comunali e con la necessità di risolvere le carenze di organico e stabilire i ruoli adeguati per far muovere al meglio gli uffici e la macchina amministrativa.

L’appello caparbio e finale è anche alla cooperazione con gli enti sovracomunali e soprattutto con la Regione “alla quale chiedo con forza di essere solo un ente imparziale e attento”, ha chiosato Adriana Poli Bortone. E il terzo mandato alla guida di Lecce può partire.

LeccePrima è anche su Whatsapp. Seguici sul nostro canale.

IMG-20240627-WA0031

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Applausi e lacrime a Palazzo Carafa: Adriana Poli Bortone proclamata sindaco della città
LeccePrima è in caricamento