Un “progetto guida” per riqualificare il centro storico. Dubbi anche nella maggioranza

Per l'assessore Martini serve uno strumento di anticipazione del nuovo Pug per riequilibrare la situazione urbanistica esistente. Ma da più parti si teme che l'obiettivo sia una sorta di sanatoria. Torricelli: "Conservare, non speculare"

LECCE – Sarà un “progetto guida” a indirizzare la riqualificazione del centro storico. Uno strumento che l’amministrazione ritiene un tramite tra il piano regolatore vigente (del 1989) e il piano urbanistico generale al quale si sta lavorando (da oltre dieci anni, a dire il vero). L’intento dell’amministrazione, ribadito oggi dall’assessore all’Urbanistica, Severo Martini e dal dirigente di settore, Luigi Maniglio, è quello di ristabilire un equilibrio tra le varie destinazioni urbanistiche.

La parte antica della città, del resto, è caratterizzata da vie ad alto insediamento commerciale e di locali pubblici ed altre che sembrano abbandonate a se stesse e il Comune, non disponendo di risorse finanziarie sufficienti per redigere i piani particolareggiati previsti – l’unico vigente è per la zona delle Giravolte -, ha deciso di ricorrere ad una sorta di progetto pilota. D’intesa con la Regione, ha garantito Maniglio di fronte alle perplessità di chi, non solo nella minoranza, non comprende l’urgenza di questo strumento – che avrà un costo perché prevede il ricorso a consulenze esterne – quando la redazione del nuovo Pug non dovrebbe oramai essere più una chimera.

Richiesta di chiarimenti su passaggi tecnici e sulla finalità del “progetto guida” - tutto ancora da fare - sono venute da Giampaolo Scorrano, di Io Sud, e da Bernardo Monticelli Cuggiò, di Puglia protagonista: il primo, di professione architetto, ha mostrato forti perplessità sulla coerenza tra la delibera alla fine approvata oggi (con 4 voti favorevoli) e le norme tecniche di attuazione del Prg in vigore, ma poi ha preso atto delle risposte fornite dal dirigente; il secondo ha invece finito per astenersi, ritenendosi insoddisfatto rispetto alle argomentazioni dell’amministrazione.

Dai banchi della minoranza, Antonio Torricelli, si è visto respingere la richiesta di un confronto con i progettisti del piano – lo stesso Maniglio e Mosè Ricci dell’Università di Genova –. Per l’esponente democratico ha sollecitato l’assessore a stringere i tempi – “se ne discute dal 2000” - anche perché intanto, ha commentato a commissione chiusa, si è proceduto a colpi di varianti che hanno inciso in modo non certo marginale sul volto della città. Per Torricelli il centro storico ha bisogno di “provvedimenti conservativi” e non “speculativi”. Il timore è infatti che si voglia procedere, contrariamente alla finalità dichiarata dell’equilibrio tra funzioni, ad una sorta di sanatoria della situazione esistente, in modo da blindarla in vista dell’approvazione del Pug rispetto al quale

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A distanza di un anno si ripropone dunque un passaggio delicato per il futuro del centro storico, che anno dopo anno è diventato anche il cuore economico della città grazie a tutto l’indotto generato dai flussi turistici. Nel settembre 2013, giova ricordarlo, la stessa commissione aveva congelato l’iter di approvazione di una delibera finalizzata ad una nuova interpretazione dell’articolo 42 delle norme tecniche di attuazione del Pug secondo la quale sarebbe stato possibile variare la destinazione d’uso delle singole unità immobiliari di uno stesso edificio. In un palazzo con destinazione residenziale e commerciale, ad esempio, un’abitazione sarebbe potuta diventare un negozio. O un locale.

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